Truffa del sisma, 40 casi sospetti a Valle Castellana

Negli ultimi mesi la guardia di finanza ha acquisito diversi documenti in Comune Sotto inchiesta i contributi per l’autonoma sistemazione percepiti indebitamente
VALLE CASTELLANA. Le indagini sui furbetti del Cas, il contributo di autonoma sistemazione, proseguono senza sosta. Tra i comuni interessati dalle diverse inchieste aperte dalla Procura di Teramo c’è quello di Valle Castellana, dove i casi “sospetti” sarebbero una quarantina su 160 nuclei familiari assistiti in seguito al sisma del 2016. Tanto che negli ultimi mesi la guardia di finanza ha acquisito tutta la relativa documentazione, al fine di effettuare tutti gli accertamenti del caso.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda, ieri mattina, una nota del “comitato trasparenza e legalità”. «In questi giorni la guardia di finanza ha fatto visita più volte al Comune di Valle Castellana per una serie di accertamenti contro i furbetti del Cas», si legge nella nota, «ovvero quei soggetti che intascherebbero il contributo per il sisma senza averne diritto. Al momento non si hanno notizie e si attendono sviluppi. Nell’attesa il comitato chiede di avere notizie su questa vicenda dal sindaco Camillo D’Angelo e dall’amministrazione comunale. La cittadinanza merita di essere informata». In realtà l’inchiesta che riguarda Valle Castellana va avanti ormai da quasi due mesi e si aggiunge a quelle che interessano Teramo, Montorio, Isola del Gran Sasso. Realtà dove le indagini sono partite in seguito ad esposti e successivi accertamenti delle varie polizie municipali, con le diverse inchieste coordinare da un pool di magistrati che il procuratore Antonio Guerriero, da due anni, ha messo a capo di tutto quello che riguarda il terremoto. Inchieste che nei mesi scorsi hanno già visto la richiesta di rinvio a giudizio per 20 persone, accusate di truffa aggravata, e un primo patteggiamento. Ad accedere al rito alternativo un terremotato teramano, accusato di truffa e falso, che ha patteggiato sei mesi davanti al gup Marco Procaccini.
Per quanto riguarda le inchieste ancora aperte, invece, le indagini proseguono a tutto campo. «Le indagini sono partite da diverso tempo, la nota del comitato è tardiva», conferma il sindaco di Valle Castellana, «ci sono dei casi sospetti sui quali sta indagando la finanza. Noi ci siamo subito messi a disposizione, fornendo tutta la documentazione necessaria». Valle Castellana è uno dei comuni del teramano maggiormente colpiti dal terremoto del 2016. Una realtà dove la lentezza della ricostruzione si tocca con mano. «Su 630 inagibilità è stata conclusa solo una pratica e tre sono quelle avviate» sottolinea il sindaco, per il quale le annunciate modifiche alla normativa potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno. Molte, infatti, sono le inagibilità di tipo B, quelle che dovrebbero passare sotto la competenza dei Comuni e che, una volta definite, consentirebbero a tante famiglie di tornare a casa in tempi brevi.
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