Truffa delle moto, chieste 19 condanne

21 Aprile 2018

La Procura ipotizza un giro di false rottamazioni per ottenere incentivi, imputati titolari di concessionarie e clienti

TERAMO. A tre anni dall’avvio del processo e ad otto dai fatti, la Procura chiede 19 condanne per il caso delle presunte false rottamazioni delle moto. Con una differenza sostanziale: l’accusa, per tutti gli imputati, passa da truffa a tentata truffa ai danni dello Stato.
Così ha stabilito il pm d’udienza (il vpo Roberta Roccetti) nel corso dell’udienza di ieri davanti al giudice monocratico Franco Tetto che ha aggiornato al 30 maggio per le ultime arringhe difensive e per la sentenza. Il pubblico ministero ha chiesto condanne dai sei ai dieci mesi. Gli imputati sono due titolari (all’epoca dei fatti) di una concessionaria di moto, il titolare di un’autodemolizione e 16 clienti. Secondo le accuse ipotizzate nel fascicolo aperto all’epoca dal pm Laura Colica i tre titolari avrebbero fornito false certificazioni di demolizione di moto per consentire agli acquirenti di ottenere gli incentivi, in sostanza uno sconto sul prezzo del mezzo pagato dallo Stato. In alcuni casi, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati rottamati pezzi di moto facendoli risultare motocicli interi. In altri casi sarebbero state fatte certificazioni di rottamazioni inesistenti. Ma, per l’accusa, i motocicli non erano da rottamare e, in molte occasioni, non c’erano proprio.
I fatti contestati si riferiscono ad un periodo compreso tra il 2009 e il 2010 e riguarderebbero decine di mezzi rottamati e per cui sarebbero stati stanziati degli eco-incentivi. Le istanze di rottamazione sono state presentate agli uffici della Motorizzazione teramana che in questa vicenda è parte lesa perchè, secondo l’accusa, indotta in errore dalle false documentazioni prodotte al momento di chiedere la demolizione. Gli eco-incentivi a cui si fa riferimento sono quelli previsti dal decreto legge 248 del 2007 che prevedeva agevolazioni per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e la demolizione dei mezzi più inquinanti. L’obiettivo del legislatore era stato quello di dare il via ad una campagna di rottamazione per le due ruote, stanziando fondi finalizzati alla sostituzione di ciclomotori di vecchia generazione con nuovi mezzi meno inquinanti. Delle agevolazioni, dunque, previste per l’acquisto di veicoli ecologici e la demolizione di quelli più inquinanti nell’ambito di una più ampia campagna finalizzata ad incentivare l’acquisto di mezzi a più ridotta emissione di Co2. Ma, sostiene la Procura, con questo meccanismo sarebbe stata messa a segno una truffa ai danni dello Stato.
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