Truffa post-sisma, via al processo

4 Giugno 2015

Gli imputati sono 11 tra imprenditori edili e direttori dei lavori

CANZANO. Si è aperto ieri davanti al giudice monocratico Franco Tetto il processo per la presunta truffa del post terremoto a Canzano. Undici gli imputati accusati, a vario titolo, di truffa e tentata truffa. Si tratta di esponenti del mondo dell’edilizia: legali rappresentanti, amministratori, direttori dei lavori e procuratori di società appaltatrici o sub appaltatrici. Questi i loro nomi: Rossella Marini, Alfredo Bizzarri, Diego Zingariello, Fabio Fabbri, Daut Tafa, Rosita Stella Di Donato, Mauro Marani, Giorgio Di Domenico, Piergiorgio Di Carlo, Giovanni Di Teodoro e Gabriele Soffiaturo. Secondo la ricostruzione fatta dal pm Stefano Giovagnoni, che ha chiesto ed ottenuto il giudizio, le lesioni da terremoto alle case di Canzano erano vere. Non vera, sempre secondo l’accusa della procura che dovrà essere provata nel corso del dibattimento, sarebbe stata la certificazione prodotta dalle imprese che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione. Nel cosiddetto computo metrico estimativo – il documento attraverso la cui compilazione si perviene a definire il costo di costruzione di un'opera edilizia – le imprese sotto accusa avrebbero dichiarato una quantità di lavoro gonfiata, mentre in realtà le opere effettivamente realizzate sarebbero state meno e così i soldi che gli appaltatori avrebbero dovuto incassare dallo Stato.

La procura si è mossa sulla base di esposti e la guardia di finanza ha sequestrato, nel corso dell’indagine, quasi duecento pratiche riguardanti case lesionate di categoria A. Queste pratiche sono state fatte esaminare da un consulente tecnico d’ufficio, che in alcuni casi ha registrato una differenza tra il lavoro certificato e quello svolto. Dopo l’udienza di ieri mattina, il processo è stato aggiornato al 30 settembre con l’audizione dei primi 14 testi citati dalla pubblica accusa.(d.p.)

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