Truffati con società fantasma in Romania

13 Novembre 2018

Professionisti e imprenditori da tutta Italia in aula accusano un finto architetto teramano: prometteva affari in edilizia

TERAMO. La verità giudiziaria sarà un processo ad accertarlo. Per il momento ci sono le accuse di vari imprenditori e professionisti arrivati da tutta Italia che ieri in aula (davanti al giudice onorario Carla Fazzini) hanno raccontato di quell’uomo che si era presentato come un architetto accreditato nell’intermediazione tra Italia e Romania, pronto a procacciare contatti, a proporre affari soprattutto nella costruzione delle strade. Li ha convinti a versare soldi per creare società, per pagare notai presso cui registrare atti, interpreti per traduzioni. Fino a quando, però, davanti all’evidenza di bandi slittati e affari rimasti sulla carta si sono dovuti arrendere all’evidenza di essere stati truffati. Chi ci ha rimesso 2mila euro, chi 7mila, chi 10mila. E non solo. Perchè del finto architetto teramano finito in aula con l’accusa di truffa non hanno saputo più niente e non sono più riusciti a contattarlo visto che numeri di telefono e indirizzo email non sono più validi.
L’inchiesta arrivata in aula porta la firma del pm Luca Sciarretta (da qualche mese in servizio nella Procura pescarese) e raccoglie le denunce di svariati truffati in tutta Italia, in particolare da Roma. Perché è nella Capitale che l’uomo ha messo insieme la maggior parte delle vittime. A cominciare da uno studio associato di architetti a cui aveva prospettato la possibilità di partecipare ad una grossa gara di appalto per la ristrutturazione del casinò di Costanza. Ma dopo essersi fatto rimborsare poco più di 7.000 euro di spese per traduzioni e per la costituzione della nuova società, è scomparso. Quando i soci dello studio hanno deciso di andare a Bucarest per capire si sono accorti che la società non era mai stata registrata, che nessuno conosceva quel nome e che non c’era nessun bando per la ristrutturazione del casinò. Ma l’elenco dei truffati è lungo. In aula ieri anche due imprenditrici romane con una società di intermediazione in Romania. Hanno raccontato di aver incontrato il teramano nell’ambito di alcune importanti manifestazioni romane dedicate proprio al commercio con l’estero e in quell’occasione di essere state avvicinate da uomo che ha presentato il finto architetto. «La prima impressione è stata davvero ottima», hanno detto, «perchè sapeva come muoversi, sapeva come richiamare l’attenzione. Sembrava poter contare su solidi appoggi in Romania e, da come parlava, si vedeva che aveva una grossa conoscenza di quella realtà e della possibilità reale di concludere affari nel settore dell’edilizia. Ma era solo un bluff».
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