Truffe con finte assunzioni: tutto prescritto

26 Ottobre 2022

In cinque processati per le indennità percepite, i tempi lunghi fanno scattare la non procedibilità

TERAMO. È con una sentenza a non doversi procedere per intervenuta prescrizione che il giudice monocratico Flavio Conciatori ha chiuso il processo a carico di cinque persone, tra consulenti di imprese e lavoratori, imputati con l’accusa di truffa ai danni dello Stato per assunzioni e licenziamenti fittizi fatti per percepire le indennità di disoccupazione. Ìl giudice ha dichiarato di non doversi procedere per i reati in quanto estinti per intervenuta prescrizione. I fatti ipotizzati risalgono al 2011, ovvero a più di dieci anni fa. Secondo la Procura (fascicolo del pm Stefano Giovagnoni) ci sarebbero state non solo finte assunzioni ma anche finti licenziamenti per garantirsi il pagamento di lunghi periodi di disoccupazione, la cosiddetta Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego. Nei fatti una sorta di indennità di disoccupazione da percepire solo con determinati requisisti. E laddove non ci sono? Allora si dichiara il falso. Come, secondo l’accusa della Procura teramana, avrebbero fatto i cinque nelle loro rispettive vesti. Nel corso delle indagini, andate avanti per mesi, i carabinieri, su delega della Procura, avevano acquisito centinaia di documenti, soprattutto buste paga e contratti di assunzione. Documenti all'apparenza perfetti. Ma un attento esame e l'incrocio dei dati forniti avevano fatto emergere incongruenze e irregolarità: false buste paga intestate a ditte che non esistevano più, autorizzazioni per percepire indennità di disoccupazione.(d.p.)
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