Tulini: «A rischio i fondi per le captazioni»

10 Maggio 2019

Civitella, il consigliere lancia l’allarme al Ruzzo per non perdere i due milioni: «L’acqua c’è, ma il progetto è fermo»

VAL VIBRATA. «La Regione ha a disposizione due milioni e 80mila euro assegnati per le captazioni idriche delle nostre montagne. Se quei denari non verranno utilizzati rischiamo di perderli in breve tempo». L’allarme lanciato dal consigliere delegato del Comune di Civitella del Tronto alla Ruzzo Reti Spa, Mario Tulini, è indirizzato sia alla società acquedottistica sia ai consiglieri e assessori regionali della Val Vibrata. Secondo Tulini nei monti della Laga e nella Montagna dei Fiori c’è acqua a sufficienza per dissetare la Val Vibrata ma anche parte del territorio di Giulianova ed evitare così i black out idrici. «Il Ciip, che è l’omologo della Ruzzo Reti nel Piceno, ha captato acqua dalla Montagna dei Fiori a Casteltrosino per soddisfare la domanda», dice Tulini, «mentre qui da noi si continua ad utilizzare il potabilizzatore di Montorio al Vomano».
Tulini ricorda uno studio del 2005 (commissionato quando lui era sindaco di Civitella del Tronto) dal quale si evince l’opportunità di attingere acqua dalle falde delle due montagne. In passato in una delle tante riunioni svolte alla Ruzzo Reti lo stesso Tulini aveva rimarcato come nel sottosuolo della sola Civitella del Tronto ci foose acqua a sufficienza per aumentare la portata per l’intera vallata. Secondo Tulini, infatti, esistono diversi punti di approvvigionamento, sorgenti e falde, la cui risorsa può aggiungersi all’acqua convogliata dalla Ruzzo Reti dalle sorgenti del Gran Sasso. Ma la sua voce sembra essere rimasta inascoltata. La carenza, naturalmente, non è solo vibratiana ma anche per altri comuni teramani. «I soldi ci sono ma rischiano di sparire» rimarca Tulini che sostiene di aver già affrontato l’argomento con i vertici della Ruzzo Reti.
Lo studio già effettuato prevede la realizzazione di tre diversi pozzi a Valle Castellana, Macchia da Sole e tra Civitella del Tronto e Campli. Sempre secondo Tulini il geologo a cui venne commissionato lo studio, Giovanni Marrone, più di una volta avrebbe auspicato che si rimettesse mano a quello studio e si provvedesse alla captazione delle acque che il territorio ha da offrire. Marrone,inoltre, ha più volte ricordato come lo studio è stato finanziato da Provincia di Teramo, Ato e Ruzzo finendo per essere, nei fatti, completamente disatteso.
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