Tulini: «Datemi la tessera del Pd»

Appello a D’Alfonso e ai vertici del partito dopo il no all’iscrizione
CIVITELLA DEL TRONTO. L’uomo del Pd senza la tessera del Pd. A Mario Tulini, vice sindaco di Civitella del Tronto, il Partito democratico ha negato l’iscrizione.
Né il circolo locale, né quello provinciale ritengono di dovergliela dare e il perché è presto detto: ha sostenuto nel corso delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, una lista civica in cui il candidato sindaco (oggi alla guida del governo locale) proviene da un’area politica opposta a quella del gruppo oggi all’opposizione e che vede la sua espressione nel consigliere democratico Stefano Tucci.
Tulini non ci sta e si appella al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, perché sia lui a fargli la tessera del Pd. Una provocazione? Non più di tanto, visto che il numero due di palazzo a Civitella vuole che un organo terzo, extraprovinciale, si faccia garante del suo diritto ad essere tesserato del Pd in cui ha sempre militato (prima era nei Ds).
«Il Pd non s’incarna in Tucci né è può essere rappresentato da altri con lui», dice Tulini, «lo ha dimostrato l’esito delle elezioni comunali in cui molti elettori democratici hanno scelto di sostenere la lista in cui io e Gabriele Marcellini abbiamo creduto e che oggi vede sindaco Cristina Di Pietro. Una scelta che rifarei. Alle regionali ho dato tutto il mio sostegno, apertamente, alla lista di D’Alfonso e alla candidatura di Dino Pepe, oggi nostro assessore. Non ho mai rinnegato l’appartenenza al Pd che considero il mio partito naturale. Chiedo, a questo punto, a D’Alfonso e ai vertici del Pd regionale di prendere in considerazione questa mia richiesta e di riportare giustizia in questa selva di veti incrociati».
Alex De Palo
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