Tumore al seno e protesi innovativo intervento ad Atri

20 Ottobre 2014

ATRI. Innovativo intervento all’ospedale di Atri. Si tratta di una ricostruzione del seno eseguita in sala operatoria in concomitanza dell’asportazione, a causa di un tumore, della ghiandola...

ATRI. Innovativo intervento all’ospedale di Atri. Si tratta di una ricostruzione del seno eseguita in sala operatoria in concomitanza dell’asportazione, a causa di un tumore, della ghiandola mammaria. Quello di Atri, si apprende, è il primo intervento del genere in Abruzzo e al momento sono solo 80 quelli eseguiti in tutta Europa.

L’innovativo sistema è chiamato “Muscle Sparing Mastectomy” ossia mastectomia per tumore e ricostruzione immediata della mammella con risparmio del muscolo gran pettorale, utilizzato normalmente per ricoprire e proteggere la protesi mammaria impiantata. L’intervento è stato eseguito dieci giorni fa su una donna di 50 anni, avvisata dell’utilizzo di questa nuova tecnica che conta due anni di sperimentazione. Al risveglio è apparsa soddisfatta: la sua immagine corporea non aveva subito cambiamenti. L’operazione è stata portata a termine dalla sezione senologica del reparto di chirurgia generale del San Liberatore diretto da Osvaldo De Berardinis. Renato Di Marco, chirurgo dell’equipe, collaboratore del “Regina Elena” di Roma nel settore tecniche innovative di ricostruzione mammaria e del “Cross University” di Londra, spiega: «l’intervento è stato studiato ed eseguito per la prima volta in Inghilterra all’ospedale di Bristol: prevede l’uso di una membrana biologica altamente purificata di puro collagene per rivestire la protesi che poi sarà impiantata in sede sottocutanea ovvero nella stessa sede della ghiandola mammaria». L’organismo poi trasformerà la membrana in tessuto proprio. La tecnica è importante perchè evita alla donna il trauma della menomazione: è contestuale all’asportazione all’impianto della protesi. Plauso arriva dal sindaco di Atri, Gabriele Astolfi: «E’ uno straordinario risultato, il segno che il nostro ospedale non solo lavora benissimo nonostante i tagli ma va ammodernato».

Domenico Forcella

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