Turismo, fioccano le disdette «Serve subito una campagna»

13 Febbraio 2017

TERAMO. Terremoto e nevicata hanno causato certamente danni ben visibili. Ma ce ne sono altri meno percepibili, anche se in effetti altrettanto concreti. Riguardano uno dei pilastri su cui si basa l’e...

TERAMO. Terremoto e nevicata hanno causato certamente danni ben visibili. Ma ce ne sono altri meno percepibili, anche se in effetti altrettanto concreti. Riguardano uno dei pilastri su cui si basa l’economia abruzzese e teramana in particolare: il turismo. A lanciare l’allarme è Giuseppe Vagnozzi, presidente di Confindustria Alberghi (nella foto).

«Registriamo una perdita di appeal sul mercato e avvertiamo i timori del cliente non fidelizzato», spiega Vagnozzi, «chi ci conosce si conferma frequentatore, in ragione dell'ottimo rapporto qualità prezzo. Ma gli altri no: già ora registriamo disdette a stretto giro. Ci sono organizzazioni, tour operator che ci hanno tolto dalle pianificazioni. Il mercato inglese è in flessione, come molti mercati attenti alla sicurezza e risucchiati dal vortice mediatico che ci ha interessati. Gli operatori si stanno organizzando per la stagione estiva, ma col forte dubbio di come reagirà il mercato».

Confindustria fa una precisa richiesta agli amministratori: c’è bisogno di prevenzione. «La Regione Marche si è attivata con un plafond di 22 milioni per la promo-commercializzazione e per il recupero di reputazione sul mercato turistico», osserva il presidente, «in Abruzzo attualmente siamo fermi. Il nuovo assessore al ramo, Giovanni Lolli, sembra persona capace. Voci di corridoio dicono che sono stati recuperati 2 milioni di euro dall'Enit per una campagna promozionale su tutto l'Abruzzo. Ma oggi, a chiusura della stagione turistica invernale, occorre concentrarsi sulla provincia di Teramo che detiene più del 50% del Pil turistico regionale, con iniziative specifiche per il turismo. Siamo consapevoli che l’assessorato turismo non ha fondi, cerchiamo di far attivare le politiche agricole e attività produttive, che sono strettamente collegati, non a caso il turista consuma in questi settori. Il turismo è trasversale a tutto ed è l'anello di sintesi».

In provincia di Teramo ci sono 800 strutture ricettive, il 60% del totale abruzzese. Su tutta la regione il Pil del turismo pesa per il15% circa, il 7% è prodotto a Teramo. L’appello a Lolli è dunque ad attivarsi subito. «Non agire preventivamente sul comparto turistico, significa peggiorare la situazione. Il danno indiretto per il comparto turistico non è calcolabile: ci sono tanti fattori che influiscono, quindi non servirebbe puntare su questa strada». (a.f.)

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