Turismo, prenotazioni bloccate «La primavera sarà difficile»

Grimi di Confesercenti: «L’impatto psicologico del conflitto e gli aumenti delle spese per le famiglie allungano la crisi e favoriranno il “last minute” estivo. Per gli operatori sarà durissima programmare»
GIULIANOVA. Le prospettive turistiche per la primavera, anche per quest’anno, non sono affatto buone. Per parlare di rilancio a partire dal periodo pasquale, dovremo pertanto attendere tempi migliori. Gianluca Grimi, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, traccia un pronostico alla luce di quella che è la situazione attuale: il nuovo rialzo della curva pandemica e gli effetti della guerra in Ucraina hanno frenato i consumi soprattutto nella ristorazione.
Grimi parte dal tema profughi e dice: «L’impatto della presenza di rifugiati nelle strutture alberghiere per ora è abbastanza limitato e non preoccupa la capacità di accoglienza delle nostre strutture, anche in vista della stagione estiva. Il meccanismo di accoglienza proprio del Teramano è purtroppo ampiamente rodato dalle calamità che ci hanno colpiti negli anni precedenti, terremoto in primis. Attualmente, se i numeri resteranno più o meno questi, non si prevedono criticità estive: in tal caso, interverrebbero meccanismi di ridistribuzione in altri territori e infrastrutture».
Ciò che invece sembra destare maggiore preoccupazione al presidente di Assoturismo è l’impatto psicologico, oltre che oggettivo, della guerra: «Il conflitto bellico in Ucraina ha immediatamente bloccato le prenotazioni», aggiunge Grimi, «e questo inesorabilmente porterà a un utilizzo esasperato del last minute, con tutte le conseguenze che comporta dal punto di vista della determinazione dei prezzi, della redditività delle aziende, dell’assunzione del personale, e tanto altro. È un vero dramma, perché si stava registrando un certo risveglio del turismo straniero».
Ciò che più allarma le famiglie, e di conseguenza avrà anche un impatto negativo sul turismo, è «l’aumento sconsiderato delle spese di sostentamento come le bollette di gas e luce, la benzina, ma anche l’alimentazione: questi elementi stanno prosciugando le risorse economiche dei potenziali turisti. Tutti questi aspetti andranno a impattare fortemente sulle spese delle strutture turistiche», aggiunge Grimi, «e la stagione che ci attende sarà una vera e propria incognita, sia in termini di presenze che di consumi. Anche preparare un menu per la pensione completa al momento è un terno al lotto: prezzi e reperibilità dei prodotti sono incerti».
Grimi così conclude: «Il territorio teramano si accinge a essere, anche quest’anno, fra i preferiti da chi necessita di smaltire le tossine post pandemiche, e di trovare spazi di serenità dagli incubi della guerra; in maniera onesta, però, dobbiamo ammettere che ci aspettiamo consumi sottotono, che colpiranno in modo particolare commercio e ristorazione. La crisi del turismo purtroppo non è affatto finita: anche per quest’anno punteremo tutto sull’estate, anche se una sola stagione non basta ad assicurare la redditività delle strutture ricettive. Siamo entrati in un periodo di forti cambiamenti, che ci costringeranno a ripensare le nostre strategie di sviluppo e comunicazione turistica».
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