Turismo religioso, si punta a una sinergia tra gli enti

7 Novembre 2021

ISOLA DEL GRAN SASSO. I siti religiosi della nostra provincia come destinazione turistica a 360 gradi con una programmazione e una sinergia che coinvolgono tutto il territorio e l’indotto economico...

ISOLA DEL GRAN SASSO. I siti religiosi della nostra provincia come destinazione turistica a 360 gradi con una programmazione e una sinergia che coinvolgono tutto il territorio e l’indotto economico circostante. È questa la strategia per il futuro del turismo religioso di cui si è parlato ieri mattina nel Giubileo dedicato al tema nel santuario di San Gabriele. Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del corso di studi in economia dell’ateneo teamano Berardo Cardinale, il presidente di Federalberghi Abruzzo Giammarco Giovannelli, l’assessore regionale al turismo Daniele D’Amario, il vescovo di Sulmona e delegato della conferenza episcopale abruzzese molisana per lo sport e il turismo Michele Fusco e il vescovo di Teramo Lorenzo Leuzzi.
Tanti gli argomenti trattati: in primis i flussi di visite sotto pandemia che hanno evidenziato la predominanza del turismo giornaliero favorita anche dalla limitazione dell’arrivo dei gruppi in autobus. Poi su come non farsi trovare impreparati dinanzi al cambiamento della modalità di fare turismo religioso. «Nella nostra provincia c’è una timida apertura verso la volontà di sviluppare un nuovo e più efficace modo di turismo religioso», spiega Giammarco Giovannelli, presidente Federalberghi e Confcommercio Abruzzo, «è necessario mettere in rete i siti religiosi, programmare una efficace comunicazione, coinvolgere gli attori del territorio come i Comuni, le scuole, le università e il mondo imprenditoriale per dare uno slancio a tutto il sistema. Ci deve essere un progetto di offerta turistica articolato e strategico che sia in grado di garantire i servizi base dell’accoglienza e quel qualcosa in più che fa la differenza». Luoghi di culto, quindi, contornati da infrastrutture diverse che coinvolgano l’arte, la cultura, lo sport, l’enogastronomia, le peculiarità del territorio. «La nostra Provincia deve imparare a essere più omogenea e a parlare una “sola lingua” che la fa essere vincente», prosegue Giovannelli, «nelle altre regioni come il Molise o in Spagna con il Cammino di Santiago intorno ai presidi religiosi si sono sviluppati percorsi culturali e ricettività e queste sono esperienze da replicare insieme a una programmazione che vada a intercettare i flussi di turisti religiosi che attraversano la nostra regione per dirigersi in altri presidi del nord e del sud senza fermarsi nei nostri siti di interesse sacro. Un desiderio e un buon auspicio per intensificare il turismo religioso sarebbe quello di integrare, ad esempio, il santuario di San Gabriele con una cittadella dello sport e del turismo che rappresenti una destinazione attrattiva per tutte le declinazioni del turismo giovanile».
Adele Di Feliciantonio
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