Turismo, ripresa attesa a fine luglio «Ma fermate la movida selvaggia»

18 Luglio 2020

Grimi (Assoturismo Confesercenti) fa previsioni tutto sommato positive per la stagione estiva «Il pericolo è abbandonare il target familiare. I sindaci impediscano la vendita di alcolici ai minori»  

TERAMO. La metà di luglio è lo snodo dell'estate, il momento più adatto per un primo bilancio. Gian Luca Grimi, presidente di Assoturismo Confesercenti guarda per la provincia di Teramo al prossimo futuro con fiducia, anche se non nasconde che ci sono alcune pericolose insidie da evitare. «Bisogna inquadrare le nuove tendenze e fare focus su ciò che va cavalcato e ciò che va eliminato dal nostro turismo», esordisce Grimi.
L’analisi parte dai dati. Giugno ha fatto registrare cali superiori al 50%. «E non poteva essere altrimenti. Il 15% delle strutture è chiuso e tra questi alcuni grandi alberghi e villaggi che, da soli, contano normalmente decine di migliaia di presenze. Decisamente meglio l'interno, montagna, fascia collinare e borghi – molto attrattivi Campli e Civitella – che, tuttavia, non hanno capacità ricettiva sufficiente a compensare la costa», osserva. Nella seconda metà di luglio Grimi prevede la svolta. «Ci aspettiamo di arrivare a numeri più consoni per poi affrontare un agosto che, ci aspettiamo, sia a pieno regime, soprattutto nell'extralberghiero (B&B, case vacanze, appartamenti) ma ancora con qualche problema nell’alberghiero».
Il presidente è sicuro: «Il settore turistico abruzzese e la sua locomotiva teramana non moriranno. Anzi, il settore è in piena fase evolutiva e, se finalmente la politica aiuterà, il futuro del turismo parlerà abruzzese. Stiano quindi tranquilli i nostri affezionati clienti: il Teramano è perfettamente in grado di accogliere e ridare serenità a chi tanto ha sofferto. Ciò si deve a tutto il sistema turistico e alle sue migliaia di imprenditori e lavoratori: chi ha affrontato terremoti, nevicate epocali, autostrade devastate, servizi di trasporto assenti ha ormai sviluppato gli anticorpi in uno stato di crisi permanente e costruito una notevole progettualità aziendale. Lo dico con orgoglio, il nostro sistema turistico si sta dimostrando uno dei migliori in questo grave periodo».
Ma non bisogna abbassare la guardia. Il Covid ha rivoluzionato l’assetto del turismo «sviluppando in tendenze positive, e negative, che devono essere immediatamente riconosciute e governate. Il nostro capitale vero è l'immagine territoriale: va difesa e valorizzata. Turismo è tutto il sistema territoriale e non le singole strutture o categorie. Ciò che accade sul territorio contribuisce in modo determinante a costruire o rovinare l'immagine. Lancio un allarme: non possiamo nè vogliamo essere identificati come il territorio dalla movida selvaggia. Gli episodi negativi che stanno accadendo non si devono ripetere e devono essere repressi. Se c'è una caratteristica comune alle richieste dei turisti in questo periodo post Covid è la sicurezza. È il valore primario che chiedono le famiglie. La stessa Ibiza stessa sta abbandonando il format storico di "movida incontrollata": sarebbe assurdo se ora noi abbandonassimo la nostra immagine da family coast. Sbagliato in assoluto poi additare i pubblici esercizi quali responsabili di un problema: invece rappresentano un elemento regolatore. Scendano in campo i sindaci con apposite ordinanze: si proibisca, o si limiti, la vendita selvaggia di alcolici nei supermarket dove i giovani, anche minorenni (basta far comprare da un maggiorenne), si riforniscono a costi irrisori. Un plauso va al Comune di Alba Adriatica che ha stilato un serio protocollo comportamentale con le categorie. E' solo un primo passo che deve essere raccolto da tutti e sviluppato concretamente».
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