Turisti e residenti ancora bloccati in hotel

PIETRACAMELA. «Siamo rinchiusi nell'hotel da due giorni e due notti sepolti da quattro metri di neve, con le scosse che continuano. Siamo completamente isolati. Andiamo avanti solo, con le nostre...
PIETRACAMELA. «Siamo rinchiusi nell'hotel da due giorni e due notti sepolti da quattro metri di neve, con le scosse che continuano. Siamo completamente isolati. Andiamo avanti solo, con le nostre forze. Siamo disperati. Attendiamo i soccorsi che non arrivano e se non fanno presto ad aprirci la strada non credo ce la faremo». Questo il grido di disperazione e rabbia, l' ennesimo appello inascoltato delle 23 persone bloccate nell'hotel Gran Baita di Prati di Tivo. Si tratta di residenti e turisti che mercoledì, dopo la caduta di una slavina che ha raggiunto il residence Prati di Tivo, fortunatamente senza provocare feriti, si sono riunite nell'unico hotel nel quale funziona ancora un gruppo elettrogeno.Sono le uniche rimaste nella stazione sciistica e sono state raggiunte mercoledì nel primo pomeriggio nelle loro case e in alcuni hotel dal gatto delle nevi di Paolo Romelli che le ha condotte alla Gran Baita. «Il gasolio del generatore sta per terminare, non riusciamo a comunicare con nessuno e siamo terrorizzati e lasciati in balia di noi stessi» racconta Mirko De Luca, assessore al comune di Pietracamela, maestro di sci, albergatore proprietario dell'hotel Gran Baita.(a.d.f.)
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