Tutti contro il Pd in aula: «Dimettetevi»
L’analisi del voto politico approda in consiglio, le opposizioni attaccano: «Siete stati bocciati»
ROSETO. Sono state approvate, nel consiglio comunale di ieri, le nuove tariffe Tari per il 2018, che prevedono una riduzione rispetto al 2017 di 338mila euro circa, pari al due per cento in media per le famiglie e circa il 13 per cento in media per le attività. Le opposizioni, però, hanno fatto notare che «questa piccola riduzione non cancella gli incredibili aumenti dello scorso anno che hanno messo in ginocchio famiglie e, in particolare, imprese con aumenti anche del 50 per cento».
La prima parte del consiglio si è incentrata sull’analisi del voto delle politiche che, anche a Roseto, ha visto una prevalenza del Movimento 5 stelle e, di contro, una sconfitta per il Partito democratico, che amministra la città, con appena il 13 per cento dei voti (e a Cologna spiaggia, una roccaforte del Pd, addirittura il 9 per cento). A perdere però sono state quasi tutte le forze politiche presenti negli scranni della sala consiliare, visto che né i 5 Stelle né la Lega hanno propri rappresentanti. «Se avete coraggio, ci dimettiamo tutti e torniamo a votare», ha affermato provocatoriamente il consigliere d’opposizione Alessandro Recchiuti, scuotendo il clima tranquillo dell’aula consiliare. Il dibattito si è spostato subito sul comunicato mandato dal Pd il giorno dopo le elezioni. «È stato inopportuno», dicono i consiglieri di minoranza Enio Pavone e Nicola Di Marco, «perché non si può dire che il Pd ha retto quando invece è stato sonoramente bocciato dai cittadini rosetani». Anche il consigliere d’opposizione Mario Nugnes ha criticato il comunicato post-elezioni del Pd. «L’analisi del voto mostra un’incapacità politica», afferma Nugnes, «dispiace per Giulio Sottanelli che, dopo cinque anni di duro lavoro, non è riuscito a entrare in Parlamento. Si perde quindi una figura di riferimento in Parlamento ma non sul territorio».
Al grido delle opposizioni («dimettetevi») il Pd ha risposto picche. «Non ci pensiamo minimamente», dice il segretario del Pd Simone Aloisi, «abbiamo perso in tutta Italia e ora bisogna ripartire, bisogna tornare a parlare con la gente». Il sindaco Sabatino Di Girolamo ha chiuso il dibattito sul voto evidenziando l’alta affluenza ai seggi. «Ho capito che c’era aria di rivoluzione», conclude Di Girolamo, «i cittadini hanno ripreso il diritto di decidere il futuro di questo Paese».
Luca Venanzi
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