Tutti in coda per le virtù I teramani non rinunciano al piatto della tradizione

3 Maggio 2020

File davanti ai locali che hanno offerto il servizio per l’asporto Il presidente dei ristoratori: «Bene gli incassi, ma per noi è crisi nera»

TERAMO. Da Teramo a Civitella, passando per la costa, la tradizione delle virtù ha vinto anche sul Coronavirus, con tanti teramani che venerdì, in occasione del primo maggio, hanno fatto la fila davanti ai diversi ristoranti aperti (che hanno lavorato come previsto solo in modalità da asporto o consegna a domicilio), per acquistare una o più porzioni del tipico piatto a base di legumi, verdure e paste di vario genere. E se in qualche caso si è verificato anche un piccolo assembramento, in generale i teramani si sono dimostrati disciplinati nel rispettare le regole del distanziamento sociale mentre attendevano di ritirare le virtù precedentemente ordinate.
Di certo il primo maggio ha comunque rappresentato una prima boccata d'ossigeno per il settore della ristorazione, che a causa dell'emergenza Coronavirus sta vivendo uno dei momenti più difficili. «Venerdì è stata una giornata positiva, anche se gli incassi, seppur soddisfacenti rispetto alle attuali problematiche del settore, non rappresentano nemmeno uno scoglio a cui aggrapparsi», commenta Valerio Di Mattia, presidente di Aria, Associazione ristoratori Abruzzo. «In ogni caso», aggiunge, «il bilancio è positivo nella misura in cui nemmeno questa crisi è riuscita a smontare la forza delle tradizioni della comunità teramana. Una comunità che si è dimostrata pronta a ripartire facendo forza su quelle che sono le sue risorse e le sue eccellenze». Oltre al piatto tradizionale diversi teramani hanno ordinato anche le virtù di mare, che negli ultimi anni hanno preso piede e non solo lungo la costa. In ogni caso in pochi hanno rinunciato a gustare un piatto che solitamente si identifica con le grandi tavolate in famiglia e tra amici e che quest'anno, in tempi di coronavirus e distanziamento sociale, con familiari e amici lontani, con la sua ritualità ha permesso ai teramani di sentirsi ancora una volta parte di una grande comunità nonostante le distanze. «Molte persone, rispolverando i fornelli, hanno scoperto il piacere di cucinarle a casa», continua Di Mattia, «ma i grandi classici della ristorazione, aperti per l'asporto e le consegne domicilio, hanno riscontrato una buona risposta da parte della clientela». Dalle virtù, dunque, come simbolo di voglia di convivialità anche in un momento di distanze sociali, arriva anche un messaggio di speranza per un settore, quello della ristorazione, che spera di poter ripartire il prima possibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA