Tutti in piazza a parlare della “Buona scuola”

22 Gennaio 2015

Stamattina manifestazione e dibattito degli studenti sulla riforma di Renzi a conclusione di un trittico di giorni di autogestione negli istituti superiori

TERAMO. Scenderanno in piazza questa mattina gli studenti di tutti gli istituti superiori del comune di Teramo per dire no ed esporre le proprie alternative alla “Buona Scuola” della riforma Renzi-Giannini. A partire dalle nove i ragazzi si riuniranno in piazza Martiri delle Libertà e lì, fino all’ora di pranzo, condurranno un dibattito pubblico.

«L’iniziativa è aperta a tutti, anche agli adulti. Servirà sia a chi già conosce la “Buona Scuola”, sia a chi non sa cosa sia. Sarà un momento per chiedere delucidazioni», ha spiegato Marcello Pichini, uno dei rappresentanti d’istituto del liceo scientifico “Einstein”, «ma anche per esprimere il proprio parere. Abbiamo fatto tutto noi studenti, senza nessun gruppo organizzativo alle spalle». Sono diverse le motivazioni per cui gli studenti teramani – che hanno scelto di manifestare senza nessun colore politico per evitare facili strumentalizzazioni – si oppongono alla “Buona Scuola”. Da un lato spiegano che l’alternanza scuola-lavoro rischia di mettere in secondo piano la didattica scolastica per sottostare alle esigenze delle aziende in cui i ragazzi andranno a fare i propri tirocini formativi. Dall’altra sottolineano come si spinga tanto sulla digitalizzazione informatica quando nella scuola mancano risorse essenziali, come il materiale scolastico o laboratori e strutture funzionali. Non dimenticano neanche le novità che arriverebbero per i docenti, con scatti stipendiali basati sul merito e fatti grazie ad un nucleo di valutazione che, secondo i ragazzi, creerebbe una competizione tutt’altro che salutare tra i professori.

Per queste e altre ragioni, i 27 rappresentanti delle superiori di Teramo hanno scelto di dare il via da lunedì ad alcuni giorni di assemblea autogestita per creare uno spazio di informazione e discussione sulla Buona Scuola tra gli studenti e poi proseguire con la manifestazione di oggi.

Chiara Di Giovannantonio

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