«Tutto fermo e lesioni peggiorate»

10 Ottobre 2017

Da Montorio a Tossicia la rabbia dei presidenti di consorzio con i lavori bloccati

MONTORIO. «La ricostruzione del 90% degli aggregati nei centri storici è bloccata a causa della sovrapposizione dei danni del 2009 e del 2016 e manca una normativa a riguardo che aspettiamo da tempo e che non arriva». Anche i presidenti dei consorzi degli aggregati da ricostruire soprattutto nei comuni a doppio cratere lanciano l’allarme per un problema che deve trovare una rapida soluzione. «A Montorio il piano di ricostruzione 2009 è stato approvato e ci si aspettava che iniziassero i lavori, ma con gli ultimi eventi sismici tutto si è fermato», spiega Mauro Martegiani, presidente di consorzio, «e questo è un problema da risolvere subito». Solo nel comune montoriese tra i centri storici di capoluogo e frazioni si contano 59 aggregati da ricostruire dopo il 2009, ma potranno partire i lavori solo per il 10% perché gli altri si sono aggravati con il 2016. «Tutti gli aggregati di cui mi occupo sono fermi e uno molto grande sito nella parte storica che aveva degli esiti dopo il 2009 è diventato inagibile nel 2016 e sgomberato», spiega Martegiani, «tutto il lavoro fatto si è vanificato, sono saltati i criteri del piano e non si sa chi dovrà pagare l’incremento dei danni».
E lo stesso avviene in altri centri. «Questa problematica inizia a diventare scandalosa, è tutto fermo e non sappiamo come trattarla perché manca la legislazione», aggiunge Mariella Di Nisio, presidente di consorzio di Tossicia, «gestisco l’aggregato “Tre campane” nel centro della frazione di Aquilano che è stato danneggiato nel 2009. Tutto procedeva speditamente, ma nel 2016 si è aggravato diventando inagibile. Nonostante lo sforzo dei tecnici tutto si è ribaltato e nessuno ci fa sapere come dobbiamo muoverci e quale normativa applicare».(a.d.f.)
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