Ubriaco alla guida, no del giudice a patteggiare per omicidio stradale

«Non congrui un anno e 10 mesi»: respinta l’ammissione al rito della pena concordata tra difesa e pm Automobilista rinviato a giudizio per l’incidente in cui morì il 70enne Gabriele Tullii di Tortoreto
TERAMO. Ubriaco alla guida invase la carreggiata opposta scontrandosi con la vettura in cui viaggiava un 70enne di Tortoreto che qualche ora dopo morì in ospedale.
Sei mesi dopo quella tragedia l’automobilista accusato di omicidio stradale ha chiesto di patteggiare, ma il giudice Lorenzo Prudenzano in sede di udienza preliminare ha respinto il rito alternativo definendo «non congrua» la pena a un anno e dieci mesi concordata tra difesa e Procura. Per questo un 47enne teramano è stato rinviato a giudizio per omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza.
La vittima si chiamava Gabriele Tullii, idraulico di Tortoreto conosciuto e stimato.
Quel giorno di novembre del 2023 stava tornando casa quando in contrada Maggi di Mosciano, sulla strada provinciale 10 la sua auto si scontrò frontalmente con l’altra il cui conducente venne trovato ubriaco. Così a questo proposito si legge nella richiesta di rinvio a giudizio dell’uomo: «Evidenziando un tasso alcolemico pari a 1,257 g/l superiore alla soglia di 0,50 g/l previsto dall’articolo 379 del regolamento del Codice della strada, percorrendo la strada provinciale 10 con direzione di marcia est-ovest, a causa di una velocità non commisurata alle caratteristiche ambientali del luogo (in relazione al limite di velocità fissato a 50 chilometri orari, alla presenza di una curva, alla dinamica del sinistro) e alle condizioni di alterazione psicofisiche dovute all’assunzione di sostanze alcoliche come accertato, non riusciva a mantenere il controllo del proprio veicolo invadendo la semicarregiata opposta, collidendo frontalmente con l’autovettura condotta ta Gabriele Tullii il quale, a seguito del violento urto, veniva ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Teramo per essere sottoposto a trattamento chirurgico in urgenza e dove moriva a causa delle gravi lesioni riportate».
Il 70enne artigiano era apparso subito in gravi condizioni: prima era stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova e successivamente, proprio per la gravità dei traumi riportati, trasferito all’ospedale Mazzini dove era giunto già con una gravissima insufficienza respiratoria e dove i medici del reparto di Rianimazione avevano fatto di tutto per salvarlo.(d.p.)
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