Uccise il padre, psicologa in aula: «Il figlio gli voleva molto bene»

Sentiti gli ultimi testi della difesa di Di Martino, accusato della morte del genitore durante una lite A fine maggio la requisitoria del pubblico ministero, la sentenza è attesa per i primi di giugno
TERAMO. Con la sua deposizione, e quella del medico di base della vittima, la Corte d’assise ha chiuso l’istruttoria. Ovvero l’audizione di tutti i testi e la deposizione di eventuale ulteriore documentazione da parte di Procura e difesa nel processo in corso a Giuseppe Di Martino, il 48enne architetto di Silvi accusato di aver ucciso il 75enne papà Giovanni al termine di una violenta lite scoppiata nella casa di Silvi nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2019. Per la Procura un omicidio volontario aggravato, per la difesa una caduta accidentale.
E sono le parole della psicologa che da due anni segue l’imputato, nella sua veste di teste citata dalla difesa, a raccontare che «Giuseppe voleva bene al padre e non ha mai pensato di fargli del male. Mi ha raccontato che quella sera ha cercato di difendere la madre, che tra lui e il padre c’è stata una violenta lite».
Davanti ai giudici (Corte d’assise presieduta da Flavio Conciatori, a latere Francesco Ferretti) anche il medico di base della vittima che ha parlato di una persona che faceva sport, che aveva un corretto stile di vita e che in merito alla caduta dalle scale avvenuta nel 2018 e per cui era finito all’ospedale di Pescara «mi aveva detto di essere caduto dopo aver inciampato con una delle ciabatte che indossava». E ancora: «Della sua vita privata non mi parlava mai».
La tragedia avvenne nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2019 nella cucina dell’abitazione dove la vittima viveva con la moglie e il figlio, rientrato dal Brasile. Secondo la versione fornita dall’imputato (assistito dall’avvocato Marco Pierdonati) e dalla madre l’anziano sarebbe morto per una caduta accidentale dopo una violenta lite scaturita dalla decisione della donna di voler andare via di casa. Alterco in cui il figlio sarebbe intervenuto per difendere la madre. Dopo il violentissimo litigio i due avevano caricato l’anziano in auto e l’avevano portato all’ospedale di Atri. L’imputato attualmente è agli arresti domiciliari.
Sul caso la corte ha disposto anche una perizia medico-legale. Si torna in aula il 30 maggio con la requisitoria del pm Enrica Medori e il 6 giugno con l’arringa del difensore.
Probabile un’altra udienza per le repliche e la camera di consiglio dei giudici.
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