Uccise la compagna, processo sospeso

15 Settembre 2020

Nereto, la difesa torna a chiedere il rito abbreviato: tempi congelati in attesa che si pronunci la Corte costituzionale

TERAMO. Processo aperto e sospeso per l’omicidio di Mihaela Roua, la 32enne mamma accoltellata dal compagno un anno fa a Nereto. Così ha deciso ieri mattina la Corte d’assise presieduta da Domenico Canosa nell’accogliere l’istanza della difesa dell’imputato Cristian Daravoinea, il 36enne romeno connazionale della donna accusato di omicidio volontario aggravato. Un’istanza che verte sulla questione di legittimità esistente davanti alla Corte costituzionale sull’inapplicabilità del rito abbreviato ai reati puniti con l’ergastolo e su cui la Corte costituzionale si pronuncerà a fine settembre. Fuori dal lessico giuridico la questione è quella dell’entrata in vigore della legge numero 33 del 12 aprile 2019 che ha riformato il rito alternativo dell’abbreviato non più applicabile per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo.
L’imputato, nel corso dell’udienza preliminare, aveva fatto richiesta dell’abbreviato (che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena), ma la richiesta era stata respinta proprio perché non ammissibile vista la normativa. Nel frattempo è arrivata la questione di legittimità sollevata davanti alla Corte e nella prima udienza la nuova difesa di Daravoinea (ora rappresentata dagli avvocati Federica Di Nicola e Mario Gebbia) ha formulata nuovamente istanza di rito abbreviato. Il processo (naturalmente sono sospesi i termini di custodia cautelare) riprenderà a dicembre, quindi dopo il pronunciamento della Corte costituzionale.
Ieri, intanto, la Corte d’assise ha ammesso come parti civili la figlia di sei anni della coppia, i genitori e il fratello della vittima (rispettivamente rappresentati dagli avvocati Arcangela Tardio, Barbara Di Pietrantonio e Maria Teresa D’Antonio).
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