Uccise Manuel Spinelli, confermati 30 anni

La sentenza della corte d’appello per il 27enne albanese Koldashi, in carcere a Palermo dopo un tentativo di evasione
L’AQUILA. A scandire una lunga giornata il sit-in dei familiari e delle tante associazioni che si battono per la certezza della pena; l’articolata discussione; la camera di consiglio durata qualche ora e una sentenza che conferma la condanna a 30 anni e 8 mesi per l’uomo accusato di aver ucciso il 22enne Manuel Spinelli.
Sono passate da poco le 20 quando nell’aula della corte d’appello dell’Aquila il presidente del collegio Armanda Servino legge il dispositivo con l’imputato collegato in videoconferenza dal carcere di Palermo. Per lui nessuna traduzione perché Fitim Koldashi, 27 anni, l’albanese accusato di aver sferrato le due coltellate mortali, secondo il dipartimento dell’ amministrazione penitenziaria avrebbe tentato di evadere dal penitenziario. Per questo, sempre secondo il Dap, meglio evitare ogni spostamento.
Per capire il perché della decisione dei giudici sarà necessario attendere le motivazioni, ma sin da ora appare evidente come la sentenza di primo grado emessa dal gup Roberto Veneziano al termine del rito abbreviato non abbia lasciato margini a una diversa interpretazione dei fatti. «È una decisione che rende giustizia alla famiglia», dice l’avvocato di parte civile Bruno Gallo, «e va detto che quella di primo grado è stata una eccellente sentenza». L'omicidio di Manuel Spinelli si era consumato in pochi istanti ad Alba Adriatica nel giugno di due anni fa quando, secondo la ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri del nucleo investigativo, la vittima, che si trovava fuori a cena con alcuni parenti, si sarebbe incrociato casualmente con l'albanese che in quel momento stava passando in auto con la sua fidanzata, la ex di Spinelli.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini l'albanese sarebbe passato vicinissimo con la macchina al gruppetto e ci sarebbe stato qualche sguardo di troppo e qualche parola grossa. A quel punto il 27enne sarebbe sceso dall'auto e avrebbe sferrato i due fendenti contro Spinelli colpendolo al volto e al cuore. Koldashi, assistito in primo grado dall'avvocato Paola Pedicone e in Appello dell’avvocato Ettore Censano, ha sempre sostenuto di aver tirato fuori il coltello solo per difendersi.
Ieri insieme ai genitori della vittima, Roberto e Cinzia, e alla moglie Manuela, il coordinamento “Codice Rosso” che si batte contro la violenza di genere e per la pena certa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

