Ucciso da uno squalo: in centinaia al funerale

Letto in chiesa il messaggio degli amici dell’Australia dove viveva da vent’anni Il sacerdote nell’omelia: «Una vita vissuta nell’incontro con le altre persone»
ROSETO. «L’appuntamento è rimasto in sospeso. Le parole, i versi, le frasi, le carezze». Sono alcune parole di Andrea, una ragazza che lo scorso dicembre in Messico ha conosciuto e voluto bene ad Antonio. Il messaggio è stato letto da un’amica di Antonio davanti 300 persone che ieri pomeriggio hanno preso parte, nella chiesa del Sacro Cuore, al funerale di Antonio Straccialini, il 56enne rosetano ucciso da uno squalo lo scorso 18 marzo a San Andrès in Colombia.
C’erano i genitori, il padre Renato e la madre Pierina, la sorella Roberta, il cognato Fabio, i nipoti Stefano e Giacomo, e tanti amici che hanno condiviso con Antonio vacanze e serate. Sulla bara, oltre ai fiori, la famiglia ha scelto una foto simbolo di Antonio, con le braccia al cielo durante uno dei suoi innumerevoli viaggi. Straccialini nel 2000 aveva lasciato tutto a Roseto per trasferirsi in Australia, un paese dove ha vissuto sei mesi all’anno per 22 anni, e dove aveva la sua seconda famiglia.
Gli amici Egidio, Valeria e Margot, lontani fisicamente, che hanno inviato un loro messaggio. «Antonio ci avrebbe chiesto», hanno scritto, «hai mai provato a guardare il cielo, a stenderti su un prato, ad accarezzare un fiore, a seguire con lo sguardo cime, foglie, aurore che spuntano di nuovo tra l’azzurro e il sole? Hai mai provato a guardare il mare come se fossi un pescatore, silenzioso, sulla riva a seguire con lo sguardo una scia che traccia rosso l’orizzonte, e scoprire che unisce l’oriente e l’occidente? Hai mai provato a scegliere una via come tu fossi un viaggiatore?».
Anche padre Paulo, nella sua omelia, ha ricordato in un passaggio la vita vissuta da Antonio. «Una vita vissuta nell’incontro con le altre persone», ha detto il sacerdote, «nella contemplazione della natura. Anche noi possiamo imparare a guardare il bello che Dio ci ha donato».
Straccialini è stato anche un istruttore di nuoto dell’Asd Rosetana Nuoto con l’allora presidente Giuseppe “Peppino” Celommi, ed ha allenato centinaia di ragazzi e ragazze girando l’Italia nelle varie manifestazioni sportive. E ieri al funerale c’erano tutti, il passato, il presente e il futuro della Rosetana Nuoto a ricordare un istruttore che è rimasto nel cuore di tanti ragazzi. Straccialini aveva molti amici, con i quali appena possibile partiva per le vacanze in Italia e all’estero, e frequentava spesso il lido Paranzella. Amava le sfide, come testimonia la sua impresa all’età di 27 anni quando camminò ininterrottamente per 24 ore in giro per Roseto accompagnato in bicicletta da alcuni suoi amici, che lo sostenevano con viveri e bevande. La sua scomparsa ha scosso un’intera comunità, che ricorda Straccialini come una persona dall’animo buono, sempre disposto a dare una mano per aiutare l’altro e a conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Un rosetano sì, ma anche un cittadino del mondo.
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