Ucraini negli hotel, tre indagati

Si allarga l’inchiesta su presunte richieste di soldi fatte agli albergatori per portare gruppi di rifugiati
TERAMO. Si allarga l’inchiesta della Procura teramana sulla sistemazione dei profughi ucraini negli alberghi della costa. Nel fascicolo giudiziario gli indagati diventano tre: le ipotesi di reato contestate sono il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la truffa. Nei giorni scorsi, intanto, dalla Procura (pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra) è partita la delega alla polizia giudiziaria per l’acquisizione di nuova documentazione. L’obiettivo è accertare eventuali illeciti nella collocazione dei profughi ucraini che sono stati ospitati negli hotel della costa teramana. Partendo da un dato: ovvero verificare il coinvolgimento di persone, del tutto estranee alle strutture della Protezione civile, che ad alcuni albergatori avrebbero proposto di far arrivare gruppi di profughi in cambio di soldi, da 800 a mille euro per ogni arrivo, sulla base del principio che successivamente per quegli ospiti sarebbero arrivati i risarcimenti previsti dalle varie normative. Le indagini sono scattate dopo delle segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine su collocazioni di alcuni gruppi di ucraini negli hotel della costa teramana, collocazioni che sarebbero avvenute in particolare durante la seconda ondata di arrivi dei profughi fuggiti dalla guerra. Sulla questione dei profughi c’è anche un altro esposto alla Procura e che non c’entra nulla con l’inchiesta aperta. L’esposto è quello che di recente ha presentato un gruppo di 25 rifugiati che chiede di accertare eventuali responsabilità e omissioni relativamente alle procedure seguite dalle autorità per il loro trasferimento in Puglia. (d.p.)
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