Uffici chiusi per Covid e ferie: presentato un esposto in Procura

Lo firmano sette consiglieri di minoranza, che ipotizzano l’interruzione di pubblico servizio: «È ingiustificabile non aver previsto la copertura delle assenze per anagrafe, protocollo e Urp»
TERAMO. Uffici comunali chiusi o aperti a singhiozzo: dopo le polemiche, scatta l'esposto in Procura. A presentarlo sono sette consiglieri di minoranza del Comune di Teramo, che parlano di interruzione di pubblico servizio e chiedono alla magistratura di fare luce sui recenti episodi che hanno riguardato l'anagrafe, l'ufficio protocollo e l'Urp (Ufficio relazioni col pubblico). L'opposizione serra le fila su un tema che nelle ultime settimane ha suscitato critiche fra i cittadini prima ancora che fra i rappresentanti politici.
I FIRMATARI. A causare lo stop sono stati fattori quali il Covid, con diversi casi di dipendenti contagiati al rientro delle festività natalizie, ma anche ferie e malattie che hanno acuito la già nota carenza di personale. Ma, dinanzi a servizi essenziali per i cittadini e per il buon funzionamento dell'attività amministrativa, non ci sono giustificazioni che tengano. Almeno per quella parte di opposizione che si compatta e sottoscrive un esposto che ha pure il sapore di un avvio, di fatto, della campagna elettorale. A firmare il documento sono stati Giovanni Luzii di Italia Viva; il consigliere di Forza Italia Mario Cozzi; i consiglieri di Futuro In Franco Fracassa e Maurizio Salvi; il civico del gruppo Oltre Luca Corona; e i consiglieri del gruppo misto Mirella Marchese e Ivan Verzilli. Mancano, oltre al Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia.
L'ESPOSTO. Recita l'esposto: «In riferimento all’ufficio anagrafe, la chiusura integrale ammonta a circa due settimane consecutive e sembrerebbe aver avuto termine il 13 gennaio. Per quanto concerne l’ufficio protocollo, la chiusura ha riguardato alcune giornate del corrente anno, in particolare dal 3 al 10 gennaio, oltre a numerosi e ripetuti disservizi relativi all’ivi incardinato servizio di messi comunali (scadenze di notifiche obbligatorie e perentorie non effettuate nei termini, sia relativamente ad atti comunali che a provvedimenti di soggetti e autorità terze, con conseguenze risarcitorie e in termini di danni erariali). Relativamente all'Urp, risulta attualmente chiuso, nonostante la legge ne imponga l’istituzione e la regolare funzionalità». Proseguono i consiglieri: «Ci appare di particolare gravità che tali chiusure, per quanto informalmente si è potuto apprendere, derivino da una volontà organizzativa nella quale ascrivere la concessione di ferie e la mancata previsione, in un periodo quale quello attuale, di una situazione di copertura sostitutiva evidentemente indispensabile per servizi essenziali. In particolare, si segnala che solo all’esito della viva protesta degli oltre 30 cittadini che hanno subito per ore l’interruzione del pubblico servizio, dovendo protocollare istanze in scadenza, il Comune ha inteso differire le scadenze per le istanze in corso, nonché preporre cinque unità lavorative immediatamente reperite dagli altri uffici».
ATTIVITÀ BLOCCATE. Per l'opposizione la carenza di personale non può considerarsi imprevedibile o causa di forza maggiore, così come si sarebbero dovute organizzare meglio le ferie e turni del personale per uffici che danno servizi essenziali. Lo stop durato giorni e addirittura settimane ha di fatto bloccato certe attività. Ad esempio per l'ufficio anagrafe, che sta recuperando gli appuntamenti saltati a gennaio, non è ad oggi ancora possibile effettuare una prenotazione online per ottenere la carta di identità. I firmatari dell'esposto chiedono alla magistratura di accertare eventuali responsabilità a tutela dell'immagine del Comune di Teramo e dei diritti dei cittadini.
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