Uffici senza benzina Nessuno certifica i danni dei cinghiali

L’Ispettorato regionale rimane senza soldi per il carburante e sospende le verifiche. Esplode l’ira dei cacciatori
TERAMO. Non ci sono soldi per la benzina, così l'Ispettorato regionale dell'agricoltura sospende le verifiche sui danni alle colture causati dalla fauna selvatica. Il grido d'allarme per il blocco degli accertamenti parte dagli ambiti territoriali di caccia (Atc) del Vomano e del Salinello che denunciano il «comportamento anomalo» dell'ufficio incaricato. Una prima sospensione dei rilevamenti in base ai quali si stabiliscono gli indennizzi agli agricoltori e il piano di contenimento soprattutto dei cinghiali, risale a maggio. «In quel periodo avevamo incaricato un tecnico di avviare il censimento degli animali presenti sul territorio», sottolinea Franco Porrini, presidente dell'Atc del Vomano, «in modo da poter definire un piano annuale della loro gestione». L'ispettorato sospese contemporaneamente i sopralluoghi, nell'imminenza della trebbiatura, perché ritenne secondo i cacciatori che l'iniziativa avviata dagli ambiti territoriali fosse finalizzata anche all'accertamento dei danni. Le verifiche da parte dell'ufficio regionale sono state riprese qualche tempo dopo ma per un breve periodo. «In una nota indirizzata al governatore Luciano D'Alfonso e all'assessore Dino Pepe l'ispettorato ha fatto sapere», spiega Porrini, «che dal 30 settembre non sarebbe stato più in grado di fare i sopralluoghi per mancanza di benzina».
Agli Atc, dunque, mancano i dati riferiti a buona parte di quest'anno in base ai quali è possibile pianificare il contenimento dei cinghiali. Proprio la mancanza di queste informazioni essenziali ha già indotto in passato l'Ispra, istituto nazionale che si occupa della fauna selvatica, a bocciare i piano presentanti dagli ambiti territoriali teramani. A farne le spese, però, sarebbero soprattuto gli agricoltori che, in assenza di verifiche tempestive, rischiano di perdere i risarcimenti. Per questo, la protesta di cui si fanno promotori gli Atc è condivisa anche dalle associazioni dei coltivatori.
«I sopralluoghi, oltre che imposti dalla legge», fa notare Francesco Sabini, presidente dell'ambito territoriale di caccia del Salinello, «sono necessari per accertare i danni effettivamente prodotti alle colture e gli equi indennizzi». I presidenti dei due Atc evidenziano che i controlli sono stati sollecitati senza esito finora dalla Provincia e invocano una presa di posizione anche da parte di Pepe. Il problema sarà posto comunque da Porrini e Sabini mercoledì, nel corso della seduta della commissione agricoltura della Regione a cui sono stati chiamati a partecipare per affrontare un'altra questione: quella della revisione del calendario venatorio, aspramente contestato dalle associazioni dei cacciatori. «In quella sede proporremo una modifica della legge regionale sulla caccia», concludono Porrini e Sabini, «che affidi direttamente agli Atc i riscontri sui danni alle coltivazioni prodotti dalla fauna selvatica».
Gennaro Della Monica
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