Ufficio agricoltura, appello per riaprirlo

Atri. L’assessore Di Basilico: «La Regione invii personale anche solo per qualche giorno a settimana»
ATRI. Chiuso e senza più personale l’ufficio territoriale per l’agricoltura che ha sede nel palazzo comunale di Atri. A lanciare la richiesta di supporto e aiuto alla Regione, che gestisce il servizio, è l’assessore all’agricoltura Alfonso Di Basilico. L’amministratore evidenzia che lo sportello è necessario ai tanti imprenditori del settore non solo di Atri ma di tutto il comprensorio delle “Terre del Cerrano” e della vallata del Fino. «Dopo una lettera inviata mesi fa al dipartimento Agricoltura della Regione», afferma proprio Di Basilico, «torno a sollecitare la presenza di addetti anche solo per qualche giorno alla settimana, al fine di non lasciare i nostri imprenditori senza un servizio essenziale al disbrigo delle tante istruttore e pratiche del settore agricolo». L’ufficio atriano, tiene a precisare l’assessore, ha già subito in passato un drastico ridimensionamento. «C’è forte preoccupazione tra i nostri coltivatori che si trovano nuovamente di fronte a una indisponibilità di servizi e costringe molti a recarsi in altre sedi», osserva Di Basilico, «Atri per la sua ampiezza territoriale rappresenta un Comune strategico per la nostra Regione. Per tali ragioni chiediamo di mantenere in funzione l’ufficio Uta, prevedendo altresì l’assegnazione di unità lavorative, anche con aperture cadenzate, al fine di garantire uno sviluppo rurale più sostenibile».
La scorso settembre anche il sindaco Piergiorgio Ferretti aveva richiesto interventi immediati per lo sportello atriano. Sulla questione ha posto l’accento, inoltre, il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, evidenziando che, dopo gli ultimi pensionamenti e trasferimenti di dipendenti, l’ufficio territoriale è diventato una «sede fantasma» e che lo smembramento del servizio avrebbe lasciato gli imprenditori agricoli senza punti di riferimento per le loro esigenze. (d.f.)

