Ufficio, casa e fondaco abusivi Scatta l’ordine di demolizione

28 Giugno 2020

L’immobile è stato realizzato in un’area agricola in totale assenza di permesso di costruire Il Comune obbliga il proprietario, che rischia 20mila euro di multa, a ripristinare lo stato dei luoghi

GIULIANOVA. Uffici, abitazione, fondaco ed altre pertinenze al posto di una casa rurale: tutto da abbattere. È quanto dispone un’ordinanza del Comune per un immobile di via Bigattiera Trifoni realizzato in un’area agricola senza il permesso di costruire e senza risultare nel catasto fabbricati. Un accertamento da parte delle Fiamme gialle presso gli uffici comunali, e poi dei vigili urbani, ha potuto fotografare l’abuso edilizio in zona agricola dove, tra l’altro, secondo il vigente piano regolatore, non è possibile realizzare fabbricati ad uso ufficio. E non sarebbe nemmeno possibile avviare una sanatoria dei volumi realizzati abusivamente. Di qui l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi entro il 25 settembre mediante la demolizione di quanto realizzato in assenza di autorizzazione con reintegrazione della destinazione d’uso originale. Gli abusi riguardano una unità immobiliare al piano seminterrato di circa 56 metri quadrati destinata ad uffici. Altra unità immobiliare, anche questa al piano seminterrato, di circa 83 metri quadrati destinata ad abitazione. Un locale ripostiglio in legno di oltre 5 metri quadrati ed un portico di circa 29 metri quadrati. Quindi una tettoia di circa 35 metri quadrati, un soppalco di circa 45 metri quadrati ed un manufatto in legno posto nell’area esterna di oltre 6 metri quadrati. Nell’ordinanza viene sottolineato che, in caso di inottemperanza, il bene sarà acquisito di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune di Giulianova. Tra l’altro, se il titolare dell’immobile non dovesse provvedere a quanto intimato dall’ente, potrebbe prendere una multa fino a 20 mila euro. Contro l’ordinanza, entro 60 giorni dalla notifica, è possibile ricorrere al Tar o, in via straordinaria, al presidente della Repubblica. Nei mesi addietro, tecnici incaricati dal proprietario hanno avuto dei contatti con gli uffici comunali per trovare una via d’uscita, ma l’abuso sarebbe risultato insanabile in base alle norme del piano regolatore.
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