Ufficio turistico in via Carducci: il Comune non può attivarlo

6 Settembre 2021

TERAMO. Teramo e il turismo: un binomio ancora da costruire concretamente. Se gli sforzi dell'amministrazione provano a cucire un rapporto che forse non è mai realmente esistito, tante sono ancora le...

TERAMO. Teramo e il turismo: un binomio ancora da costruire concretamente. Se gli sforzi dell'amministrazione provano a cucire un rapporto che forse non è mai realmente esistito, tante sono ancora le lacune da sanare per poter iniziare a parlare di vocazione turistica. Da un lato si registrano mesi ricchi di eventi che, a partire in particolare dall'estate 2020, stanno dando una nuova vitalità alla città. Dall'altro ci sono carenze sulle quali spesso, soprattutto dall'opposizione in consiglio comunale, si aprono polemiche e critiche. Fra queste l'assenza di un ufficio di informazione e accoglienza turistica. Qualche vago ricordo si ha dello Iat negli spazi di via Oberdan. Da anni, però, il nulla. Eppure gli Iat rappresentano dei punti di riferimento importanti in realtà che vogliono proporsi come turistiche. Spesso uffici di questo genere sono il primo vero approdo del visitatore che arriva in una nuova città e vuole capire come muoversi, cosa visitare, quali eventi seguire.
Il consigliere comunale di Italia Viva Giovanni Luzii è tornato a polemizzare sull'assenza dello Iat a Teramo nonostante «il Comune abbia delle sale appositamente ristrutturate dal Cope con fondi sostanziosi, quelle di via Carducci: perché non si attiva l'ufficio turistico? Cosa si aspetta? Come si fa a parlare di turismo se un visitatore arriva e non sa dove andare?», incalza il renziano. Quesiti che vedono la replica dell'assessore al turismo e marketing del Comune Antonio Filipponi: «Il Comune non ha responsabilità: gli uffici di via Carducci erano della Provincia, che doveva cederli alla Regione che a sua volta li doveva dare in concessione al Comune di Teramo. Ecco, questi passaggi non sono stati fatti: aspettiamo dal 2016 che la Provincia perfezioni il passaggio. Noi siamo pronti ad attivare il servizio, ma non possiamo firmare il comodato d'uso con la Regione perché questa ancora non ha la disponibilità dell'immobile. Prima di attaccare l'amministrazione, chi fa polemiche potrebbe fare delle verifiche anche con una banale visura camerale».
Veronica Marcattili
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