Ultima cerimonia di laurea per il rettore D’Amico

20 Ottobre 2018

TERAMO. Giovedì, nell'aula magna della facoltà di Giurisprudenza, si è tenuta la cerimonia di laurea del corso in “Comunicazione per l'azienda e il commercio”: altri 43 agenti di commercio e in...

TERAMO. Giovedì, nell'aula magna della facoltà di Giurisprudenza, si è tenuta la cerimonia di laurea del corso in “Comunicazione per l'azienda e il commercio”: altri 43 agenti di commercio e in attività finanziarie hanno conseguito il titolo alla presenza del rettore uscente Luciano D'Amico, al preside di Scienze della comunicazione Stefano Traini e a tutti i docenti.
Ospiti d'onore della giornata sono stati il presidente della Fondazione Enasarco, Gianroberto Costa, e il capo di gabinetto della presidenza della Fondazione Enasarco, Gaetano Brattoli. L'Enasarco, ente di previdenza degli agenti di commercio, ha infatti messo a disposizione un milione e mezzo per la formazione, garantendo il rimborso del 50% delle tasse universitarie.
La cerimonia è stata l'ultima a cui Luciano D'Amico ha partecipato in qualità di rettore. Un’emozione per tutti i presenti, considerato il ruolo da lui svolto, insieme al preside Traini, al docente Christian Corsi e al presidente di Atsc (agenti Teramo senza confini), Franco Damiani, nel trasformare quello che sei anni fa era solo un “progetto pilota” in un vero e proprio corso di laurea. Un percorso di studi che ha già festeggiato 159 lauree e conta circa 800 iscritti.
«Il mio mandato si avvia a conclusione e, se dovessi fare un bilancio, tra i risultati più importanti c'è sicuramente il progetto con Atsc», ha detto D'Amico, «infatti, oggi, uno dei problemi più seri che l'università si trova ad affrontare è la difficoltà a proporre percorsi formativi coerenti con i possibili sbocchi di lavoro. Collaborare con Atsc è significato proporre un progetto di formazione a dei professionisti, che in quanto tali hanno già ben chiaro il loro fabbisogno formativo, e far coincidere il fabbisogno formativo con l'offerta di un percorso è stato piuttosto complesso. Credo che questo progetto rappresenti un fiore all'occhiello del nostro ateneo, in quanto è stato tra le prime realizzazioni di una delle grandi innovazioni del sistema universitario: ovvero, trasformare progressivamente i percorsi formativi tradizionalmente intesi in percorsi di formazione che durino tutta la vita».