Ultrà in corteo per i tifosi ai domiciliari

Manifestazioni a Teramo e Giulianova: contestati i divieti di uscire di casa per andare a lavorare
TERAMO. Gli ultrà teramani e giuliesi, con due distinti cortei svolti nel capoluogo e nella cittadina rivierasca, hanno manifestato in segno di solidarietà per i tifosi arrestati (e attualmente ancora ai domiciliari) dopo gli scontri scoppiati in via Cupa il 4 febbraio prima del derby Giulianova-Teramo. In entrambi i casi ampio spiegamento di carabinieri e polizia e nessun disordine.
A Teramo oltre un centinaio di ultrà si è ritrovato in viale Mazzini per dare vita al corteo aperto da uno striscione con la scritta “Carcerati liberi”. I manifestanti, dopo aver attraversato i Tigli, sono arrivati in corso San Giorgio, hanno attraversato via Carducci, piazza Dante, corso Porta Romana e via Irelli per arrivare alla curva est del vecchio stadio Comunale. Gli ultrà teramani protestano perché a due dei tifosi che restano ai domiciliari non è stato concesso il permesso di uscire di casa per raggiungere il posto di lavoro. Il ricorso presentato dalle difese è stato respinto dal tribunale del Riesame e i casi ad aprile saranno discussi in Cassazione.
A Giulianova un centinaio di ultrà giallorossi si è ritrovato in piazza del Mare. Successivamente il corteo ha attraversato via Sauro, è salito al paese e si è concluso al Belvedere. Anche in questo caso i tifosi giallorossi hanno espresso solidarietà all’ultrà giuliese ai domiciliari a cui i giudici del Riesame hanno negato il permesso di uscire di casa per andare a lavorare. Altro caso che presto sarà discusso in Cassazione. In seguito agli scontri scoppiati in via Cupa la questura nei mesi scorsi ha emesso 28 provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti ultrà biancorossi e giallorossi. I provvedimenti interdittivi hanno una durata che va da tre a otto anni. (red.te)

