Un aiuto dalla Liguria per i ceramisti di Castelli

Consegnato un assegno di ottomila euro, la donazione dei lavoratori cattolici ispirata da Marini. Presto una visita di Franceschini nei borghi danneggiati
CASTELLI. «Il ministro alla Cultura e al Turismo Dario Franceschini visiterà a breve la nostra provincia partendo proprio da Castelli per vedere da vicino le numerose opere d'arte danneggiate dagli eventi calamitosi e per conoscere la nostra bellissima montagna». Questo l'annuncio del parlamentare Tommaso Ginoble durante la cerimonia di consegna, ieri mattina nella sede municipale provvisoria di Castelli, di un assegno di ottomila euro al Comune da parte della Federazione operaia cattolica ligure. Una donazione che verrà utilizzata per il recupero dell'antico centro ceramico, da mettere a disposizione come laboratorio dei ceramisti che nel sisma hanno perso le botteghe. «Questa donazione è nata su suggerimento del presidente emerito del Senato Franco Marini», ha spiegato il presidente della federazione promotrice Alberto Rigo, «e ci ha permesso di dare un contributo a un progetto certo e utile a questa comunità, alla quale siamo legati perché anche la Liguria ha la sua città della ceramica».
E il presidente Marini, presente alla cerimonia, ha sottolineato l'importanza della solidarietà. «Questa somma deriva dal piccolo contributo di tanti lavoratori», ha detto, «la solidarietà è un valore fondamentale per la società e per la democrazia che dobbiamo preservare». Soddisfatto il sindaco Rinaldo Seca per «questo atto di generosità e vicinanza e per la visita del ministro Franceschini al quale sottoporremo progetti per il rilancio culturale di Castelli e dell'Abruzzo».
Il rilancio e soprattutto il ritorno del turismo è ciò che attendono i castellani. Dopo una Pasquetta con dei segnali positivi che ha visto presenze locali e giornaliere, al contrario degli anni scorsi con turisti fuori regione, si è tornati al poco movimento con tanta speranza per l'estate, ma poca fiducia. «Dopo il sisma del 2009 abbiamo impiegato tre anni per riprenderci e ora la vediamo ancora più dura», afferma un ristoratore. «I turisti girano poco, la strada per Rigopiano chiusa è un altro problema e lo spopolamento aumenta», afferma un ceramista, «è necessario investire sulle zone interne con progetti specifici per far ripartire il lavoro, altrimenti non ce la faremo».
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

