Un centro diagnostico a Casalena per abbattere le liste di attesa

25 Luglio 2020

L’assessore Verì e il direttore D’Amario alla presentazione ufficiale del nuovo direttore generale Di Giosia: «Il mio obiettivo è dare ai teramani i migliori servizi sanitari. La mia porta è sempre aperta»

TERAMO. «Il mio obiettivo è uno solo: dai ai teramani i migliori servizi sanitari possibili. La sanità è un diritto sancito dalla Costituzione». Maurizio Di Giosia, in piedi davanti alla stampa e ai “suoi” dipendenti, prende un impegno, nel giorno della ufficializzazione della sua nomina a direttore generale della Asl. Un’investitura alla presenta dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e del direttore del dipartimento regionale sanità Claudio D’Amario.
L’EMOZIONE. «Non sono un oratore, ma un professionista a cui piace lavorare e che ama la “sua” Asl, aggiunge Di Giosia che scherza anche sul fatto di essere emozionato: «E siete fortunati che non mi metto a piangere». Un calore umano che emana il “nuovo” direttore generale che viene contraccambiato dalla platea di operatori sanitari, che spesso contrappuntano alcuni passaggi del suo discorso con applausi.
LISTE D’ATTESA E CASALENA. Di Giosia sui progetti futuri per la Asl nel suo discorso dice poco. In realtà a margine della cerimonia anticipa qualche idea per abbattere le liste di attesa, una spina nel fianco della Asl, soprattutto dopo il fermo per il Covid. A breve termine parla di un piano di abbattimento presentato alla Regione per l’istituzione di sedute aggiuntive in grado di recuperare circa 30mila prestazioni, per un valore di 800mila euro. Ma a più lungo termine parla di un progetto di recupero di tutta l’area di Casalena, dove ci sono molti “scheletri” di costruzioni incompiute da decenni. Lì è previsto un centro diagnostico ad alto livello. E poi, ovviamente, parla dell’ospedale nuovo: vuol proseguire «con decisione» il progetto ideato dal suo predecessore Roberto Fagnano, di cui è stato braccio destro.
Il tutto, con un’estrema attenzione al suo territorio. Di Giosia, nel discorso al pubblico, ribadisce di essere proprio un uomo del territorio: non solo è nato e vive in provincia di Teramo, a Montorio, ma dal 1989 è dipendente della Asl dove ha fatto carriera fino a ricoprire il ruolo più elevato. «Come sempre non mi sottrarrò al confronto: ho sempre parlato e parlerò con tutti. Il confronto è un momento di crescita per tutti. Certo, non accetterò attacchi strumentali e comportamenti opportunistici. Io sono pronto: partiamo».
LE CONSULENZE. Qualche anticipazione sui programmi, in effetti, durante la cerimonia, si intravede. Di Giosia presenta Luca Bernardo, capo del dipartimento materno-infantile dell’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, che avrà il compito di supportare il rilancio dell’omologo dipartimento teramano. E ha intenzione di avvalersi di alte professionalità per fare lo stesso percorso anche in altri settori. Presenta poi Christian Corsi, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione, che con lo spin-off universitario collaborerà per la redazione del bilancio sociale – il primo di una Asl abruzzese – che, fa notare Di Giosia, «è lo strumento con cui l’organizzazione sanitaria rende conto a tutti dei propri valori e delle attività svolte, presentando, in modo trasparente e comprensibile, le priorità e gli obiettivi, le azioni programmate e realizzate, le risorse impiegate e i risultati raggiunti». Il resto dei programmi sarà discusso giovedì nel collegio di direzione, perchè, precisa il manager «io non lavorerò da solo, ma con tutti voi: questo è nel mio Dna e perché ho sempre creduto nella capacità della squadra, certamente superiore a quelle del singolo».
VERì E D’AMARIO. L’assessore Verì illustra come la Regione è arrivata alla nomina di Di Giosia. La commissione che doveva valutare i candidati ha considerato come un punto di forza l’operato durante la gestione dell’emergenza Covid. Certo, precisa Verì, ora nel contratto triennale ci sono «obiettivi ben precisi, fra cui l’abbattimento delle liste di attesa, la riduzione della spesa farmaceutica, l’equilibrio economico. Il raggiungimento degli obiettivi sarà oggetto di verifica fra 24 mesi, ma faremo dei controlli anche prima». E poi l’assessore dà anche delle direttrici su cui muoversi: la parola d’ordine è investimenti, sul personale, in tecnologia, nel digitale.
D’Amario aggiunge che è stata determinante nella valutazione anche «la storia e la capacità di stare in squadra. In Regione abbiamo istituito una cabina di regia, vogliamo un gruppo di direttori generali che sappia lavorare insieme».
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