Un concerto di dodici ore per salvare il “Braga”

I musicisti domani suoneranno sotto il Comune per sollecitare la convenzione Emorragia di docenti: in 25 hanno presentato domanda di trasferimento
TERAMO. Dopo tante parole, i musicisti del Braga fanno parlare le note. A partire da domani mattina alle 9 fino alle 21 di sera sotto la loggia del Comune ci saranno 12 ore no stop di concerti ed esecuzioni di brani di musica classica allestiti dal comitato di sostegno dell’istituto musicale per sollecitare le istituzioni a fare la loro parte. L’evento intitolato “Parla la musica” si propone infatti di porre nuovamente sotto i riflettori il problema della firma della convenzione tra gli enti sostenitori rimasta senza un approdo.
Una convenzione necessaria a garantire nell’immediato la sopravvivenza del liceo musicale in attesa che la statizzazione, per ora solo formale, diventi economicamente sostanziale. Questo consentirebbe anche di fermare l’emorragia di docenti i quali, lasciati senza stipendio da mesi, hanno fatto in massa domanda di trasferimento in altri conservatori. Un esodo che riguarda 25 docenti in pianta stabile, oltre ai supplenti, docenti a termine e amministrativi, e che non sarà bilanciato da nuovi arrivi. Secondo indiscrezioni sarebbero solo 4 o 5 le domande per ottenere una docenza al Braga di Teramo, arrivate nel raggio di 150 chilometri. Difficile del resto pensare che queste cattedre abbiano appeal visto gli arretrati nelle mensilità che stanno costringendo il personale a fuggire.
«I docenti» spiegano gli esponenti del comitato «avrebbero bisogno di impegni concreti in questo momento per gestire una scelta professionale che si apprestano a compiere a malincuore. Certo possono arrivarne di nuovi, ma è peccato disperdere l’esperienza e l’attaccamento all’istituzione musicale maturato negli anni e con dedizione dal personale teramano». Intanto il 22 settembre, termine entro il quale i docenti dovranno confermare o meno la volontà di trasferimento, è arrivato, e della convenzione nessuna traccia. Stesso discorso vale per la sede visto che le attività didattiche sono state ospitate finora dall’università di Teramo su interesse dell’ex presidente e rettore Luciano D’Amico, ma l’ospitalità è in scadenza a ottobre. Il portavoce del comitato Francesco Capanna ha rappresentato la disponibilità che il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino ha manifestato per concedere alcuni locali del Forti, o in alternativa dell’Ipsia. Sembra tuttavia che queste due ipotesi stiano riscontrando attriti e reticenze nei rispettivi consigli d’istituto.
Da qui le forti preoccupazioni del comitato che ha manifestato al sindaco Brucchi e al presidente Di Sabatino l’interesse a trasferirsi anche nella Molinari. «Tutti si trincerano dietro i problemi di messa a norma, ma il sospetto è che questo sia un grimaldello per lavarsene le mani quando basterebbero pochi interventi per consegnare locali a disposizione delle attività».
Marianna De Troia
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