Un consiglio sulla crisi solo se Brucchi ci ripensa

La conferenza dei capigruppo boccia la proposta dell’opposizione di farlo subito Il Pd: «Città ostaggio della lotta di potere tra gruppi, non c’è trasparenza»
TERAMO. Si tornerà in consiglio solo se il sindaco Maurizio Brucchi ritirerà le dimissioni. La conferenza dei capigruppo, riunita ieri mattina per gli aggiornamenti sulla crisi in Comune, ha respinto la proposta dell'opposizione di convocare una seduta consiliare intermedia, da tenere entro la scadenza di giovedì 11 in cui il primo cittadino dovrà sciogliere la riserva sulla prosecuzione dell'incarico. In assenza di sviluppi già definiti, come ha precisato in apertura di riunione il presidente Milton Di Sabatino, il consiglio richiesto dalla minoranza sarebbe servito a rendere pubblico il percorso avviato da Brucchi per ricostruire una maggioranza rimasta senza numeri per governare.
«Così invece resterà tutto dietro le quinte», osserva il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «prendiamo atto della volontà di non dare trasparenza alla crisi, che si sta risolvendo in una lotta interna tra gruppi sempre più logori». Il rappresentante Dem evidenzia il caso di "Futuro in", che nelle ultime turbolenze consiliari ha perso i consiglieri Vincenzo Falasca e Alfredo Caccioni, in disaccordo con il riallargamento della giunta a nove assessori. «La città rimane dunque ostaggio del vero problema del centrodestra», sottolinea D'Alberto, «che è quello dei rapporti di forza tra i gruppi». Le tappe indicate da Brucchi per tentare di risolvere la crisi sono insomma «una minestra riscaldata, uno schema già visto tante volte di promesse, rimpasti, documenti programmatici e patti di prospettiva falliti già in partenza».
Il vero oggetto del contendere, secondo il consigliere, sono sempre e solo i posti di potere. «Le questioni programmatiche rappresentano la foglia di fico dietro cui nascondere altri obiettivi», fa notare, «non hanno mai davvero interessato il centrodestra». La crisi della maggioranza, per D'Alberto, è strutturale. «Nasce con l'inizio stesso della consiliatura», fa rilevare, «ed è talmente profonda che non si risolverà con i soliti giochini». Secondo il capogruppo del Pd, dunque, «l'amministrazione non manca solo da dodici giorni, ma da oltre due anni». L'opposizione continua a lavorare per mettere a punto il dossier da lasciare all'eventuale commissario in cui riassumere i principali problemi irrisolti della città. Per lunedì è prevista un'ulteriore seduta della commissione di garanzia - dopo quella di mercoledì in cui si è parlato dei ritardi nell'attuazione del piano traffico e delle difficoltà indotte alla Team nella gestione dei parcheggi a pagamento - in cui saranno trattati altri temi scabrosi per l'amministrazione.
La precarietà della situazione non affligge l'assessore alle attività produttive Roberto Canzio che, a margine della presentazione degli eventi in programma nel fine settimana (vedi in basso), parla del suo incarico. «Il sindaco deciderà cosa fare», evidenzia, «posso solo ringraziarlo per l'opportunità che mi ha dato: mi dispiacerebbe andar via perché c'è un percorso iniziato, ma nessuno di noi ha vinto un concorso e lasciare il posto fa parte del gioco».
Gennaro Della Monica
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