Un “contratto” per salvare il Vomano

Incontro a Pineto fra i Comuni del bacino idrografico del fiume: l’obiettivo è ridurre l’inquinamento
PINETO. E' tutto pronto per dare atto al Contratto di fiume del bacino Vomano-Mavone: nel corso di un incontro svoltosi a Pineto venerdì sera, è stato stipulato lo strumento per la gestione del più importante bacino idrografico della provincia, ed entro la fine dell'anno potrebbe essere approvato il relativo protocollo d'intesa da parte dei tanti enti interessati. Fra i quali i Comuni di Teramo, Roseto, Basciano, Penna Sant'Andrea, Castelli, Cermignano, Notaresco, Cellino Attanasio, Atri, Crognaleto, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano e Pietracamela, i cui rappresentanti sono intervenuti alla riunione assieme a quelli della Regione e delle Province di Teramo e L'Aquila.
«È l'inizio di una nuova pagina nella gestione del fiume più importante del teramano, e ringrazio la Provincia di Teramo per aver subito accettato il mio invito», sostiene il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, promotore dell'incontro insieme al consigliere provinciale e sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco. «Dobbiamo capire che quello che succede sul Vomano a Pineto nasce ben più a monte, e che su un fiume bisogna saper intervenire con uno sguardo di insieme. Bisogna agire presto, perché oggi il Vomano è un grande malato».
Con il contratto di fiume dovrebbero essere apportate importanti modifiche volte alla tutela e salvaguardia dei corsi d'acqua afflitti dall'inquinamento. «Come Provincia crediamo fortemente nello strumento del Contratto di fiume», ribadisce Di Marco. «Nei decenni passati i nostri fiumi sono stati aggrediti e depauperati. Oggi ne paghiamo le conseguenze, e abbiamo il dovere di dare il via ad un approccio e una programmazione differenti». L'assessore regionale incaricato Dino Pepe, presente alla riunione assieme al consigliere Luciano Monticelli, ha dichiarato che a breve verrà istituito un osservatorio regionale sui contratti di fiume, al quale parteciperanno il ministero dell'Ambiente e le università. «L'osservatorio servirà per dare linee guida regionali e per condividere le esperienze positive», ribadisce Pepe, che ha aggiunto che lo strumento dei contratti di fiume sarà inserito nella programmazione regionale, anche attraverso i fondi del nuovo Piano di sviluppo rurale.
Sandro Petrongolo
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