Un convegno sul martirio del beato Rodolfo
Illustri studiosi parleranno del missionario Acquaviva e dello zio, generale dei Gesuiti
ATRI. “Martirio e sacrificio nella Compagnia di Gesù durante il generalato di Claudio Acquaviva”. È questo il titolo del convegno di studi in programma nel palazzo ducale di Atri il 22 e 23 luglio. L’evento culturale rientra nel “Progetto Acquaviva”, frutto della collaborazione tra la diocesi di Teramo-Atri, la Curia generalizia della Compagnia di Gesù di Roma, l’Università di Padova e il Boston College negli Usa.
Al centro del convegno c’è la figura del beato Rodolfo Acquaviva, nato nel 1550, che seguì le orme dello zio, padre Claudio Acquaviva, generale dei Gesuiti, e nel 1568 scelse la vocazione missionaria in India dove incontrerà l’imperatore Moghul Akbar trovando poi il martirio con i suoi compagni il 15 luglio 1583. Il 6 gennaio 1893 Papa Leone XIII lo proclamò beato insieme ai confratelli trucidati con lui dalla popolazione locale.
Il programma prevede l’inizio dei lavori alle 9,30 del 22 luglio con il sindaco Piergiorgio Ferretti, l’assessore alla cultura Mimma Centorame, monsignor Lorenzo Leuzzi vescovo di Teramo-Atri e Fabrizio Marinelli presidente della Deputazione abruzzese di storia patria. Il convegno sarà presieduto da don Emilio Bettini dell’università europea di Roma. I lavori riprenderanno alle 15,30 con don Giovanni Giorgio (ufficio del progetto culturale della diocesi di Teramo-Atri) e altri studiosi. Sabato 23 i lavori riprenderanno alle 9,30 e saranno presieduti da Guido Mongini dell’università di Padova. Interverranno: Roberto Ricci dell’istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea di Roma/Deputazione abruzzese di Storia Patria, Michela Catto dell’università di Torino, Pierre-Antoine Fabre dell’Ehess di Parigi ed Emanuele Colombo della DePaul University di Chicago.
«Sarà un convegno di alto profilo culturale», ha dichiarato Ricci, «importante è il progetto Acquaviva con la pubblicazione delle lettere inedite di padre Claudio a tutta la Compagnia nel mondo, e c’è la viva speranza di poter concludere il processo di canonizzazione del beato Rodolfo facendone il santo di Atri».(d.f.)

