Un corso per formare dirigenti sportivi

6 Dicembre 2020

Nasce aggiornando i contenuti di quello istituito dal rettore Russi negli anni Novanta. Tra i promotori c’è Valente

TERAMO. L’Università di Teramo torna a puntare con decisione sullo sport. È stato infatti istituito un master in Comunicazione e Politiche per lo sport.
L’ateneo teramano era stato pioniere in questo campo già negli anni Novanta, quando l’Accademia era ancora generalmente restia a occuparsi di un fenomeno oggi così centrale nella società contemporanea, come lo sport, che era relegato alla sfera del tempo libero. «Si tratta, invece, di un mondo complesso e variegato», spiega Luigi Mastrangelo, delegato del rettore allo Sport universitario e coordinatore del master, «che passa dal superprofessionismo del calcio della Champions, del basket americano, del tennis dei top e della Formula 1, all’esercito immenso delle formazioni dilettantistiche o addirittura amatoriali, quelle oggi fermate dalle regole anti-contagio e, dunque, in gravissima difficoltà: realtà profondamente diverse, ma tutte accomunate dall’esigenza di essere guidate da dirigenti competenti e in grado di gestire con oculatezza le specifiche problematiche organizzative e gestionali che lo sport presenta, a qualsiasi livello e in qualsiasi categoria. L’Università di Teramo, dunque, ha inteso rispondere a questa necessità, riattivando e aggiornando quei contenuti didattici che avevano visto negli anni Novanta il nostro ateneo imporsi come un innovativo centro di studio per il management sportivo, grazie all’intuizione lungimirante dell’allora rettore Luciano Russi».
Da qui il master, a cui è possibile iscriversi fino al 14 dicembre, intitolato alla memoria del professor Giuseppe Sorgi, che aveva presieduto proprio quei corsi, allora collocati nella sede di Atri. Lo scopo è, ancora una volta, quello di formare professionisti che sappiano inserirsi nei variegati ruoli della dirigenza delle società sportive, o che sappiano rapportarsi ad esse come referenti di aziende operanti in settori correlati o come interlocutori istituzionali di enti pubblici o di federazioni sportive.
«Essendo quello sportivo», spiega Mastrangelo, «un universo sociale ed economico complesso e in continua evoluzione, il corsista dovrà essere dotato degli strumenti e delle conoscenze per decodificarlo con un ampio sguardo, che coniughi una visione culturale e umanistica alle sempre più pressanti esigenze di comunicazione, di marketing, di strategia organizzativa e di reperimento di risorse che costituiscono le incombenze tipiche alle quali gli operatori del settore devono oggi saper far fronte. Si tratta di un bisogno che era già evidente, ma che la pandemia ha acuito, avendo generato, come è tristemente noto, una contrazione di risorse per il professionismo e la sospensione delle attività del dilettantismo». Per iscriversi è richiesta una laurea di primo livello. Le materie previste dal piano di studi, che si concluderà con una prova finale e la discussione di una tesi, sono: Storia sociale e politica dello sport, Sport e relazioni internazionali, Management delle aziende sportive, Comunicazione e marketing sportivo, Legislazione sportiva, Storia del giornalismo sportivo, Economia dello sport, Etica dello sport, Giustizia sportiva, Organizzazione delle attività sportive.
Tra i componenti del comitato scientifico e promotori dell’iniziativa c’è l’avvocato Sergio Quirino Valente – già campione di vela e dirigente di rugby e oggi giudice sportivo della Federcalcio – che metterà a disposizione degli studenti le sue esperienze, curando anche i rapporti con le istituzioni e società sportive dove gli studenti effettueranno il tirocinio formativo. «Teramo sta offrendo una imperdibile occasione culturale dedicata ai giovani che ambiscono a svolgere un ruolo professionale nel management sportivo», commenta Valente.
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