Un detenuto devasta il carcere Gli agenti: «Serve subito il taser»

15 Novembre 2022

Non gli danno uno psicofarmaco, l’uomo spacca mobili e provoca disordini tra gli altri reclusi I sindacati: «I poliziotti non sono carne da macello». Appello a prefetto e presidente della Regione 

TERAMO. I numeri sono da bollettino di guerra. A dieci giorni dall’ultima aggressione con un detenuto che ha cercato di strangolare un agente, la cronaca registra un altro violento episodio nel carcere teramano di Castrogno e fa rilanciare con ancora più forza ai sindacati la richiesta del taser, al pistola elettrica. È successo ieri mattina quando un detenuto magrebino tossicodipendente ha chiesto la somministrazione del Rivotril, un farmaco che nella maggior parte delle carceri è vietato, a causa della forte dipendenza.
Al no l’uomo ha cominciato a spaccare tutto ciò che gli capitava a tiro in vari locali del’istituto penitenziario e provocando disordini tra gli altri reclusi. Per immobilizzarlo gli agenti della polizia penitenziaria hanno dovuto faticare non poco. «Ancora una volta i sindacati tornano a denunciare l'ennesimo caso di assoluta mal gestione della “macchina” penitenziaria che registra sistematiche ed inaccettabili ricadute sulla sicurezza e dignità degli agenti di polizia penitenziari», sostengono i rappresentanti di Sappe, Sinappe, Uspp, Cisl e Cgil, «ci si chede come mai in un contesto di popolazione detenuta a larghissima presenza di casi di tossicodipendenza cronica e di patologie psichiatriche gravi non si interpelli anche l’area sicurezza prima di operare la scelta di reintrodurre determinate tipologie di psicofarmaci equivalenti nei fatti a vere e proprie sostanze stupefacenti, ormai da tempo bandite dall’istituto di Castrogno». Nella nota si fa riferimento anche ai recenti sequestri, da parte della polizia penitenziaria, di psicofarmaci. «Siamo stupefatti e sconcertati da una simile gestione» continuano i rappresentanti dei sindacati che fanno appello al prefetto Massimo Zanni «affinché si occupi della drammatica situazione e venga a toccare con mano le condizioni operative degli agenti. Basta giocare sulla pelle degli agenti di polizia penitenziaria. Siamo stufi di essere soltanto carne da macello. Cos’altro deve accadere perché la polizia penitenziaria torni al centro del sistema penitenziario?». I sindacati, inoltre, chiedono un incontro urgente con i vertici della Asl teramana e con il presidente della Regione Marco Marsilio. E sul caso teramano e i tanti altri che quotidianamente avvengono negli istituti penitenziari teramani il segretario nazionale del Sappe Donato Capece torna a chiedere un incontro al ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Va ricordato che la situazione drammatica del sovraffollamento del carcere di Castrogno è una realtà ormai conosciuta da tempo con un dato inconfutabile segnato dalla presenza di 420 detenuti in una struttura che dovrebbe ospitarne appena la metà.
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