«Un disastro evitabile con più manutenzione»

11 Maggio 2016

Il consulente dell’accusa ricostruisce le cause della distruzione dell’edificio Imputati per crollo colposo cinque dirigenti della società Cpl Concordia

TERAMO. Di quel che poteva essere, e solo per una coincidenza non è stato, restano le immagini: l’asilo sventrato, i giochi travolti dalle macerie, gli sguardi persi dei genitori che appena un’ora prima dello scoppio erano andati a riprendere i bambini. Tutto questo poteva essere evitato? Nell’ aula di tribunale in cui si cerca un perchè all’esplosione della scuola materna di Piano d’Accio una prima risposta arriva dal consulente della procura che dice: «Se fossero stati eseguiti tutti gli accorgimenti manutentivi l’esplosione si sarebbe potuta evitare». Francesco Milia, il super esperto di sicurezza e prevenzione incendio a cui sin da subito il pm Stefano Giovagnoni si è affidato per dare una direzione precisa all’inchiesta, parla per oltre un’ora davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori. Illustra, spiega, risponde a domande e quesiti, cerca di trasformare in nozioni di facile comprensione un lavoro fatto di applicazione di formule e concetti di fisica. Partendo un punto fermo: sono mancati interventi di manutenzione.

Da parte di chi? Secondo la procura da parte di cinque rappresentanti della Cpl Concordia, la società che ha in affidamento dal Comune la gestione degli impianti termici delle scuole. Tra i cinque a processo c’è anche l’ex presidente della Cpl Concodia Roberto Casari, 62 anni, coinvolto anche nella maxi inchiesta sull’appalto della metanizzazione a Ischia. A processo con Casari, tutti con l’accusa di crollo colposo, ci sono Daniele Spiaggiari, 58 anni di Modena, consigliere delegato della Cpl Concordia, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sottoscrittore del documento di valutazione dei rischi; Alfredo Lupi, 52 anni, di Sant’Omero, dirigente responsabile area della Cpl Concordia e firmatario del documento di valutazione dei rischi; Walter Lucidi, 43 anni, di Folignano, responsabile di commessa preposto della Cpl Concordia e fimatario del documento di valutazione dei rischi e Massimo Lancia, 33 anni, responsabile di cantiere. Secondo la procura quel pomeriggio del 13 ottobre del 2013 l’esplosione sarebbe stata causata da tutta una serie di carenze a livello di sicurezza che, a fronte di una fuga di gas dovuta molto probabilmente alla rottura di un riduttore di pressione, non avrebbero consentito al metano di uscire all'esterno, con il vano caldaia che si sarebbe saturato in brevissimo tempo. A quel punto la fiammella del boiler, a camera aperta e non a camera stagna, secondo il consulente del'accusa, avrebbe funzionato da innesco. Questo nel piccolo locale con una griglia di aerazione che non sarebbe stata di dimensioni regolari e che sarebbe stata collocata in un punto sbagliato tanto da non consentire una rapida fuoriuscita del gas verso l’esterno. Milia ha risposto anche in merito alle dimensioni della griglia di aereazione, sottolineando che se anche fosse stata di dimensioni maggiori non avrebbe evitato l'esplosione che però, in quel caso, avrebbe avuto conseguenze minori. Oltre a Milia è stato ascoltato anche un dirigente del Comune.(d.p.)

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