«Un dolore che dura da otto anni»

22 Giugno 2017

Parla la mamma di Fadani, l’uomo ucciso da uno zio del rom assassinato

ALBA ADRIATICA. Per una incredibile serie di coincidenze, a morire martedì notte sul lungomare è stato proprio quel ragazzino che faceva parte del gruppo che uccise nell’agosto del 2009 lo studente Antonio De Meo a Villa Rosa. Non solo: quel ragazzino, ormai 22enne, è morto a 20 metri da dove il 10 novembre del 2009 venne ucciso l’imprenditore 39enne Emanuele Fadani. E guarda caso per questo delitto sono stati condannati a 10 anni per concorso in omicidio preterintenzionale Danilo Levakovic e Sante Spinelli, i due rom che quella sera erano con Elvis Levakovic, il giovane rom che sferrò il pugno mortale a Fadani. E Sante Spinelli è lo zio di Manuel Spinelli.
La madre di Fadani, Anita D’Orazio, accetta di riavvolgere la pellicola di un film fatto di dolore e di assenza. «Sono 8 anni in cui, ogni giorno, a mia nipote manca il suo papà», esordisce, «noi le diciamo” Ma tu ce l’hai nel tuo cuore”, lei però ci risponde: “No, io voglio le sue carezze, i suoi abbracci”».
Fa anche notare che con la morte del figlio «è venuto a mancare anche il sostegno economico» e che «non ci sarà lui ad assicurare un futuro alla bambina». «Noi non siamo nemmeno stati rimborsati delle spese legali», aggiunge.
La donna non commenta direttamente l’accoltellamento di martedì ma osserva che «il problema sicurezza è stato sempre sottovalutato, mai recepito nella maniera giusta». E sottolinea che forse se il Comune di Alba Adriatica avesse intitolato al figlio una via o scoperto una lapide in suo ricordo – come richiesto anche con una petizione – non si sarebbe persa la memoria storica di quanto accaduto e forse quest’ultimo fatto di cronaca nera si sarebbe potuto evitare. (a.f.)
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