Un dormitorio per i senzatetto in città
È l’idea a cui stanno lavorando Comune e Caritas. Lo sportello sociale Usb: «Canoni da abbassare»
TERAMO. Individuare dei locali dove realizzare un dormitorio per i senzatetto, dando una risposta a tutte quelle persone che vivono in una situazione di estrema fragilità e povertà. È il progetto al quale sta lavorando, insieme con la Caritas, il Comune di Teramo, e di cui si è parlato nel corso dell'incontro, in via telematica, dell'Osservatorio permanente per il diritto alla casa, al quale hanno partecipato i rappresentanti dello sportello sociale Usb - centro politico comunista Sandro Santacroce, il Comune e l'Ater. Incontro nel corso del quale, sulla scorta di «un quadro delle unità abitative incompleto», come fa sapere lo sportello Usb, è stata richiesta ai due enti «una mappatura reale del patrimonio edilizio residenziale pubblico, così da comprendere l’effettiva disponibilità di alloggi e il quadro completo degli interventi edilizi per rendere fruibili le unità immobiliari al momento non assegnabili, perché necessitano di lavori di ristrutturazione». Sul tavolo anche la questione di via Longo, con la richiesta di un sopralluogo per valutare se ci sono appartamenti abitabili da assegnare a nuclei famigliari in stato di necessità, e quella delle cosiddette abitazioni a canone concordato. «La presidente Ater Ceci ci ha riferito che diverse case di proprietà dell'ente a canone concordato sono libere perché risulta comunque elevato e, quindi, non ci sono famiglie disposte a stipulare contratti di locazione», commentano i rappresentanti dello sportello sociale, «abbiamo sollecitato con forza la convocazione di una riunione tra sindacati, inquilini e proprietari per concordare nuovamente un canone corrispondente alle reale condizione delle famiglie e il Comune si è reso disponibile a un incontro tra le parti». Nell'incontro è poi emersa la volontà del Comune di realizzare un dormitorio. «È un progetto in una fase embrionale che stiamo condividendo con la Caritas», commenta l'assessore Ilaria De Sanctis, «a Teramo c'è un problema di diritto alla casa che investe in particolare i più deboli». Si sta ragionando sull'individuazione di appositi locali. (a.m.)

