Un ingegnere di Casoli costruì l’ospedale di padre Pio

22 Agosto 2018

ATRI. C’è un po’ di Atri nella costruzione dell’ospedale “Casa sollievo della sofferenza” a San Giovanni Rotondo, inaugurato il 5 maggio del 1956. Si tratta di Gaetano Candelori di Casoli di Atri,...

ATRI. C’è un po’ di Atri nella costruzione dell’ospedale “Casa sollievo della sofferenza” a San Giovanni Rotondo, inaugurato il 5 maggio del 1956. Si tratta di Gaetano Candelori di Casoli di Atri, ingegnere che è stato il primo direttore dei lavori della struttura. È quanto emerso da un meticoloso studio portato avanti da un team di architetti foggiani che hanno riportato all’attenzione i protagonisti che più si prodigarono per la realizzazione dell'opera.
La ricerca intitolata “Le opere di Architettura realizzate da Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo (Foggia)” ha fatto emergere molte interessanti curiosità sinora sconosciute. Gaetano Candelori, stando alla ricerca degli architetti, nato a Teramo 22 maggio 1896 e morto a Roma 2 novembre 1969 dopo aver vissuto a Casoli di Atri, fu designato ingegnere capo del genio civile di Pescara e successivamente assunse l'incarico di primo direttore dei lavori per la costruzione della struttura sanitaria. A coinvolgerlo nella nobile impresa fu il pittore e maestro Carlo Verdecchia (Casoli d'Atri, Teramo 1905-1984), il quale lo segnalò a padre Pio in quanto impossibilitato a seguire il progetto personalmente. Un terzo protagonista atriano legato all'opera fu Federico D'Alfonso, primario del reparto di Chirurgia nell'ospedale di Atri e conoscente del santo di Pietrelcina. (d.f.)
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