Un libro per raccontare le tante vite dei migranti
ROSETO. Abbattere i muri, parlare con le persone e conoscere le loro storie. Patrizia Angelozzi, blogger e docente di scrittura creativa, nel suo ultimo libro “Il confine umano, vite in cerca di pace”...
ROSETO. Abbattere i muri, parlare con le persone e conoscere le loro storie. Patrizia Angelozzi, blogger e docente di scrittura creativa, nel suo ultimo libro “Il confine umano, vite in cerca di pace” ha conosciuto sette persone, sette rifugiati politici, sette frammenti di vita che ha messo nero su bianco. Storie vere di immigrati arrivati in Italia nei centri di accoglienza dall’Afghanistan, Libano, Iraq, Somalia, Pakistan, Siria e Palestina. «Abbiamo realizzato questo libro stando seduti intorno a un tavolo», ha detto Patrizia Angelozzi, «parlando con questi sette ragazzi e bevendo un thè con loro, ascoltandoli, e piano piano, confrontandoci, sono uscite fuori queste sette storie dure e significative». Dal dialogo con l’altro può nascere qualcosa di meraviglioso. «Questa mia esperienza è stata un dono, una ricchezza», ha spiegato la scrittrice, «il confine in fondo è o illusorio o pratico, non solo nei confronti dell’altro, del diverso, ma anche tra di noi. Questo libro è uno spunto per riflettere sulle nostre barriere». Presenti all’incontro di venerdì al Palazzo del Mare di Roseto anche i ragazzi ospiti del residence Felicioni, che hanno dato la loro testimonianza di quanto sia stato difficile lasciare il loro Paese per venire qui in Italia. All’incontro sono intervenute anche le presidi del liceo Saffo, Elisabetta Di Gregorio, e dell’istituto Moretti, Sabrina Del Gaone, oltre al presidente del consiglio comunale Teresa Ginoble, all’assessore Luciana Di Bartolomeo e al consigliere Simone Aloisi. (l.v.)
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