Un nuovo densitometro per la medicina di genere

L’apparecchio, finanziato dalla Fondazione Tercas, entrerà in funzione al Mazzini nell’ambito di un progetto sull’approccio specifico per la cura delle donne
TERAMO. All'ospedale Mazzini arriva un macchinario di ultima generazione, un densitometro, per la ricerca e la cura dell'osteoporosi. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'università degli studi dell'Aquila e finanziato dalla Fondazione Tercas, ha come obiettivo la diffusione della cultura della medicina di genere, o genere-specifica. Quest'ultima non è sinonimo di medicina delle donne, né rappresenta una nuova branca della scienza, ma esprime un approccio differente della medicina che pone al centro dell'attenzione il paziente, con le sue peculiarità, ancor prima che la patologia. E per favorire la conoscenza di questo approccio moderno e personalizzato, nell'ateneo aquilano, è stato attivato anche un master specifico. «Le malattie si manifestano in maniera diversa negli uomini e nelle donne e allo stesso modo prevenzione e approccio terapeutico devono tenere conto della differenza di genere», ha spiegato ieri mattina il direttore generale della Asl Roberto Fagnano nel presentare l'iniziativa nella sede della Fondazione Tercas.
Il densitometro, o dexa, è stato installato nel reparto di immunologia e allergologia clinica a direzione universitaria, tra l'altro sede del Centro regionale per l'osteoporosi, diretto dalla professoressa Lia Ginaldi ed entrerà in funzione dopo il collaudo «Tra un paio di settimane», ha assicurato Fagnano. Il macchinario, già presente negli ospedali di Sant'Omero, Atri e Giulianova, servirà a misurare la densità minerale ossea nei differenti segmenti scheletrici, primo fattore per stimare l'osteoporosi. In merito la professoressa Ginaldi ha spiegato: «Questa patologia è considerata una malattia tipicamente femminile e in questo caso sono proprio gli uomini a essere svantaggiati dalla mancanza di una corretta cultura di genere. Infatti l'osteoporosi maschile esiste e presenta caratteristiche del tutto peculiari rispetto alla donna, come una diversa età di insorgenza, sintomi differenti e una diversa risposta alle terapie». «Il progetto di durata triennale», ha aggiunto la presidente della Fondazione Tercas Enrica Salvatore, «è nato nel 2011, ha avuto una battuta di arresto, ma è stato poi ripreso. Il costo complessivo dell’operazione è stato di 210mila euro e di questi, solo 60mila, sono serviti per l'acquisto del densitometro».
A chiusura della conferenza stampa è intervenuto anche il vicepresidente della Fondazione Marino Iommarini che ha sottolineato: «Il primo ostacolo alla diffusione della medicina genere-specifica è la non conoscenza, ecco perché vorrei esortare a partecipare a un master sulla medicina di genere, che si terrà all'Aquila, e che scadrà il prossimo 16 ottobre. Si tratta di un'occasione straordinaria per conoscere e approfondire i temi che questo nuovo approccio sta ponendo alla comunità scientifica».
Emanuela Michini
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