Un’ondata di contratti fasulli Coinvolta anche una parrocchia

Donna rischia il taglio dell’energia: la sua fornitura è stata assegnata a una chiesa di Colledara “Robin Hood”: decine di segnalazioni di passaggi ad altro gestore mai autorizzati dai consumatori
TERAMO. La storia del morto che avrebbe firmato un contratto per cambiare gestore di luce e gas ha scoperto il vaso di Pandora. Sono almeno una decina i casi che vengono segnalati ogni giorno all’associazione per la difesa dei consumatori “Robin Hood”. Tutti hanno come comune denominatore il passaggio, quasi sempre inconsapevole, alla Green Network.
Fra i vari casi, segnalati a Teramo, Castelnuovo, Roseto, ma anche a Lanciano, ce n’è uno che spicca per la sua particolarità, in quanto coinvolge anche una parrocchia. A segnalarlo è stata A.B. di Colledara, a cui è stata praticata una riduzione di potenza della luce, tipica dei casi di morosità. E’ così andata all’Enel, il suo fornitore: le hanno risposto che era passata a un altro operatore. Per capire quale fosse, visto che lei non aveva fatto nulla del genere, si è dovuta rivolgere all'Enel distribuzione: qui le hanno detto che era passata alla Green Network. A.B. ha chiamato quest’ultima ma le hanno detto che non ci sono contratti a suo nome, allora lei ha dato il Pod (un codice che identifica il punto di rilascio dell’energia): risulta intestato alla parrocchia di San Giorgio, sempre a Colledara.
A.B. per evitare il distacco della luce (che avviene 10 giorni dopo la riduzione di potenza) ha chiesto di pagare comunque il conto, ma le dicono che non ha titolo per farlo. «A questo punto si è rivolta a noi», racconta Pasquale Di Ferdinando di Robin Hood, «che intanto abbiamo fatto una diffida per evitare il distacco e poi consigliato la signora di contattare il parroco e di procedere con una denuncia, da parte di entrambi. Cosa che è stata fatta, ai carabinieri. Si è scoperto l’arcano. Il parroco ha raccontato di aver ricevuto le bollette, ma di averle buttate pensando a un errore in quanto la parrocchia è cliente e paga i conti all’Edison. Grazie a una bolletta non buttata siamo riusciti a contattare Green Network: dall’Albania ci siamo fatti inviare copia delle bollette: più di 1.300 euro. Somma che A.B. non ha mai consumato. Leggendo con attenzione abbiamo visto anche che il Pod è sbagliato, c’è un numero differente. Non si capisce come sia stata fatta una voltura con due Pod differenti e senza il consenso di entrambi gli interessati». Fatto sta che la parrocchia (con quattro edifici, fra chiese e locali vari) in teoria adesso ha due gestori e A.B. nessuno.
Di Ferdinando osserva che a ondate si verificano casi simili, con diversi gestori. «Noi presupponiamo che siano gli stessi agenti che hanno delle banche dati e “vagano” fra un gestore e l’altro facendo contratti fraudolenti, visto che incassano su ognuno la commissione. Se a casa si ricevono contratti che nessuno ha stipulato, invitiamo a esercitare subito il diritto di ripensamento. E a segnalare il caso all’Autorità per l’energia, che sanziona chi fa contratti fraudolenti».
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