Un’ovazione in consiglio per Pannella

Conferita la cittadinanza onoraria al leader radicale. Oggi Brucchi gli porta a Roma le chiavi della città
TERAMO. La standing ovation dei consiglieri comunali ha accompagnato il conferimento della cittadinanza onoraria a Marco Pannella. Nella seduta consiliare di ieri pomeriggio, convocata per le interrogazioni a sindaco e assessori, attenzione ed emozioni sono state catalizzate dal provvedimento con cui la città ha reso omaggio al leader radicale.
In aula, tra il pubblico, c'erano Vincenzo Di Nanna e altri esponenti del partito di cui l'ex parlamentare è stato fondatore, oltre ai rappresentanti di associazioni come Piero Chiarini, presidente di "Teramo nostra". Tutti hanno seguito in religioso silenzio l'esposizione, trasmessa in diretta da Radio radicale, con cui il sindaco Maurizio Brucchi ha illustrato le motivazioni dell'onorificenza che, nella storia della città, è stata concessa solo ad altre sei personalità, tra le quali il pilota di Formula1 Juan Manuel Fangio e il vescovo emerito Antonio Nuzzi. «Marco avrebbe voluto essere qui, ma le sue condizioni di salute non glielo consentono», ha spiegato il primo cittadino, «ci ascolta attraverso il collegamento radiofonico». Il fragoroso applauso dell'aula gli ha testimoniato l'affetto e la stima dei teramani fissata anche nella pergamena che riassume le ragioni del riconoscimento. Brucchi la consegnerà a Pannella oggi, insieme alle chiavi della città, nel corso di visita nell'abitazione romana del leader.
Sono i simboli di quanto Teramo apprezzi «la passione civile e la lungimiranza politica» di cui il padre dei radicali è stato interprete nelle suo impegno a favore dei diritti e del progresso. Qualità che gli sono derivate dalle sue radici teramane sempre tenute vive da Pannella anche nel ruolo di consigliere comunale. Brucchi ha richiamato anche l'opposizione del leader radicale al primo progetto del Lotto zero. «Ha condotto battaglie nel bene e nel male», ha ricordato, "dimostrando comunque attaccamento al territorio».
Per Alberto Melarangelo (Pd) Pannella è stato protagonista di «lotte avveniristiche di cui oggi cogliamo appieno il significato». Secondo lui, il riconoscimento è «doveroso ma tardivo» e cade nella «felice coincidenza dell'approvazione della legge sui diritti civili». A detta di Giambattista Quintiliani (Futuro in) del vecchio leader resta indelebile l'esempio «di impegno disinteressato e forza delle idee che hanno minato il suo fisico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

