Un piano B per la pubblica illuminazione

1 Luglio 2018

Pali caduti e arrugginiti, il Comune vuol lasciare la stazione appaltante della Provincia: «I tempi sono troppo lunghi»

ROSETO. «La situazione della pubblica illuminazione a Roseto è molto grave, non possiamo più aspettare. Occorre trovare una soluzione più rapida». A dirlo è il vicesindaco Simone Tacchetti che, insieme alla sua amministrazione, dovrebbe attendere il lavoro della stazione unica appaltante della Provincia, incaricata di elaborare la gara d’appalto per il project financing per la pubblica illuminazione.
Tacchetti è preoccupato per i tempi che potrebbero allungarsi perché la stazione unica appaltante ha solo quattro persone a disposizione per le gare d’appalto dei Comuni di tutto il territorio provinciale. Su Roseto, attualmente, è prioritario il bando per i parcheggi a pagamento sul quale la stazione unica appaltante ha dato priorità, ma anche la pubblica illuminazione, per questioni di sicurezza e di decoro urbano, è altrettanto urgente. «Stiamo pensando a un piano B», specifica Tacchetti, «devo valutare bene insieme alla mia maggioranza e al sindaco, ma l’intenzione è cambiare stazione unica appaltante, sceglierne magari una meno oberata di lavoro per cercare di risolvere la situazione precaria della pubblica illuminazione nel più breve tempo possibile». In dieci mesi a Roseto sono caduti ben cinque pali della luce, tanti altri sono molto logori e il 35% delle lampadine non funzionano, lasciando molte zone di Roseto e delle frazioni al buio, con il rischio di altre cadute. Il 20 agosto 2017, sul lungomare sud, cadde un palo sulla ciclabile, e tre turisti in bici e uno sullo scooter fecero appena in tempo a evitarlo. In precedenza un altro palo era caduto nella stessa zona, ma sull’erba. Poi il 16 gennaio 2018 caddero altri due pali, nelle zone interne di Roseto, a causa del forte vento, e anche qui due automobilisti rischiarono. Il 18 aprile scorso un altro palo è caduto sul lungomare nord anche questa volta, per fortuna, senza nessuna conseguenza. E nell’attesa che il Comune concretizzi il piano B, sulla carta restano le condizioni del project con la stazione appaltante della Provincia che prevede una base d’asta di 2 milioni e 400 mila euro, e la società che si aggiudicherà l’appalto avrà in gestione il sistema di pubblica illuminazione per 12 anni. Saranno sostituiti tutti i 5.500 punti luce del territorio comunale, i pali deteriorati saranno cambiati, ci sarà la messa a norma dei quadri elettrici e il rifacimento delle linee sotterranee, e il nuovo sistema potrà essere sfruttato per lo “smart metering”, sistemi che consentono la telelettura e telegestione dei contatori di energia elettrica, gas e acqua, con l’affitto a diversi gestori. Al Comune resterebbe la titolarità dell’impianto e avrà a suo carico i costi delle bollette che, con il risparmio energetico, potrebbe essere anche inferiore ai 700 mila euro attuali. «Cercheremo in tutti i modi di far avere a Roseto un nuovo sistema di pubblica illuminazione», conclude Tacchetti, «entro la fine del 2019».
©RIPRODUZIONE RISERVATA