Un piano spiaggia da rivedere
Il Comune paga un tecnico per recepire le nuove norme demaniali
ALBA ADRIATICA. Ora il Comune di Alba Adriatica deve rimettere mano al Piano spiaggia che spaccò la città. La necessità è quella di recepire nel Piano demaniale marittimo comunale il nuovo sistema normativo introdotto dalla Regione nel febbraio scorso. Per questo, l’amministrazione albense ha stanziato 20mila euro per il “supporto tecnico-scientifico” di un professionista, che avrà lo scopo di accompagnare gli uffici comunali nella modifica dell’importante strumento di pianificazione dell’arenile approvato nel 2008 dal commissario prefettizio. Non sembra ancora chiaro quante e quali modifiche dovranno essere introdotte obbligatoriamente, ma secondo molti l’evento potrebbe rappresentare anche un’ottima occasione politica per rinnovare più profondamente il piano spiaggia.
Durante l’estate scorsa, del resto, dopo qualche anno di tregua, il tema della gestione della spiaggia albense è tornato nel dibattito pubblico. A dare l’input, la decisione dell’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni di permettere la compensazione agli stabilimenti balneari colpiti dall’erosione costiera che ne avevano la possibilità, allargando la propria concessione di qualche metro a danno delle spiagge libere. La mossa ha portato così alla scomparsa o al ridimensionamento di alcune lingue di arenile pubblico da via Mazzini verso nord, scatenando non poche polemiche e proposte di modifiche al piano spiaggia. Il tema del piano demaniale marittimo è comunque delicatissimo in una località balneare in cui quello turistico è un giro di affari enorme e prevalente nell’economia cittadina. Lo stesso piano spiaggia in adozione è considerata una delle cause per la spaccatura e poi la caduta dell’amministrazione comunale dell’ex sindaco Valerio Caserta, a cui seguì il commissariamento della città.
Luca Tomassoni
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