Un “pizzino” a Brucchi «Sostituisci Di Sabatino»

29 Gennaio 2016

Torna in bilico il presidente del consiglio comunale. La lettera per ora è firmata da due consiglieri di centrodestra, altri sei-sette sarebbero pronti ad aderire

TERAMO. Poche righe per ricordare al sindaco Maurizio Brucchi che c'è ancora una questione aperta dopo la verifica politico-amministrativa sfociata nella conferma dei nove assessori in carica. Un "pizzino", più che una lettera articolata e ufficiale, in cui si mette nero su bianco che il presidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino va sostituito.

La puntualizzazione, che riporta indietro di un paio di mesi il calendario politico della maggioranza, per ora è corredata dalle firme di due consiglieri ma ce ne sarebbero almeno sei o sette tra quelli di centrodestra pronti a sottoscriverla. Se così fosse, il messaggio per quanto stringato diventerebbe un segnale inequivocabile rivolto al sindaco. Dipenderà dai numeri e dal "coraggio" di chi vorrà metterci nome e cognome.

Al momento nessuno dei "soliti sospetti", tra fuoriusciti dalla maggioranza e scontenti che hanno anzitempo abbandonato la riunione di una settimana fa che ha confermato gli assessori in carica, si dichiara promotore dell'iniziativa. La "lettera" è pronta per essere firmata ma l'autore resta ignoto. Di sicuro non avrà alcun crisma di ufficialità: non sarà portata al protocollo dell'ufficio del sindaco né tantomeno trasformata nella seconda versione della mozione di sfiducia nei confronti del presidente bocciata in aula a metà dicembre. Se raggiungerà un numero congruo di firme verrà consegnata a mano a Brucchi per fargli presente, senza troppi clamori, che almeno questo impegno va rispettato.

Proprio in occasione della discussione della mozione proposta dall'opposizione e sottoscritta anche dai rappresentanti di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Di Sabatino aveva dichiarato che si sarebbe fatto da parte se glielo avesse chiesto la maggioranza. Nel giorno della conferma degli assessori, inoltre, Brucchi ha tenuto a precisare che la presidenza del consiglio è decisa in aula con voto segreto, per cui non rientra tra gli incarichi fiduciari di sua competenza. La richiesta di sostituzione di Di Sabatino, per quanto ufficiosa, se corredata da una decina di firme di consiglieri di maggioranza, equivarrebbe insomma a una sfiducia di fatto che non potrebbe essere ignorata. Ne andrebbe della stessa solidità del sindaco, che finora è riuscito a tenere insieme uno schieramento in perenne fibrillazione.

Gennaro Della Monica

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