«Un planetario per attirare in città 20mila visitatori»

L’osservatorio di Collurania sostenuto dai 5 Stelle chiede di dirottare sul progetto i fondi del Masterplan
TERAMO. Realizzare un planetario e un parco dell’astronomia e dello spazio all’interno dell’area dell’osservatorio astronomico di Teramo, destinando al progetto una parte dei fondi previsti nel Masterplan Abruzzo per lo sviluppo della città. È questa la proposta avanzata dal direttore dell'istituto scientifico, Roberto Buonanno, e supportata dal Movimento 5 Stelle teramano, che è pronto a presentare una mozione senza il proprio simbolo al prossimo consiglio comunale per sostenere il progetto, non prima però di averlo portato all’attenzione della commissione urbanistica.
«Vogliamo che sia un progetto della città, che se ne parli e ci sia un confronto all’interno delle sedi istituzionali», ha detto il consigliere pentastellato Fabio Berardini, «anche per valutare l’adesione dell’organo consiliare verso un’importante istituzione come quella dell’osservatorio, che ad oggi è poco valorizzata». Il progetto delineato dal professor Buonanno potrebbe essere finanziato con circa 5 milioni di euro, ovvero la metà dei fondi previsti per quello della funivia tra il centro storico e il campus universitario di Coste Sant'Agostino, bocciato dal consiglio comunale il 21 dicembre scorso. «Ad oggi il Comune non ha ancora dei progetti ben delineati all’interno delle commissioni», ha aggiunto Berardini, «si tratta di realizzare a Collurania una struttura innovativa per tutta la fascia adriatica, trasformando Teramo in un punto di rilevanza nazionale, che potrebbe portare uno sviluppo economico e turistico non indifferente».
Il direttore dell’osservatorio ha spiegato che il planetario potrebbe richiamare un numero annuo di visitatori compreso tra le 10mila e le 20mila unità, producendo un indotto significativo per la città. Al suo interno verrebbero ospitati exhibit, installazioni che spiegano i principi della fisica o illustrano le più recenti scoperte, così come attività scientifiche di supporto, ad esempio con l’utilizzo di telescopi in modalità remota con i quali gruppi di studenti potrebbero condurre vere e proprie osservazioni guidati da astronomi professionisti. «La strada che propongo è quella di ampliare la domanda di scienza e di cultura», ha detto Buonanno, ricordando che «entrare in un planetario vuol dire mettere piede in una stanza circolare e trovarsi subito inseriti in un sistema di proiezioni che porta a percepire la volta celeste, con i pianeti e le stelle, allo stesso modo in cui i nostri antenati percepivano il cielo notturno». Nella proposta a firma del direttore, che con questo progetto non esclude la creazione di nuovi percorsi formativi e didattici in futuro, anche a livello universitario, si legge che il planetario potrebbe costituire «il polo aggregante e identificativo della comunità scientifica che opera in Abruzzo, dall’osservatorio di Teramo ai Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso all’Icranet di Pescara, fino al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila».
Chiara Di Giovannantonio
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